Non è per vanto o eccessivo narcisismo che mi accingo ad illustrare a voi, profani, l'essenza stessa della mia persona, ma sono sicuro che il genere umano non possa più sopportare il buio e l'ignoranza, a riguardo del maggior prodigio oggi vivente sul pianeta: il Mito Ermes.
Qui, allo scopo di dipanare l'anarchia che permane tra le molteplici e discordanti leggende, svelerò i più reconditi segreti, le epiche gesta, gli avvenimenti reali o supposti, attribuiti alla mia persona...
L'INFANZIA
Molti e discordi, sono gli aneddoti connessi alla mia origine, tutti più o meno partoriti dalla creatività popolana: alcuni narrano d'elfi e ninfe, altri imputano il concepimento ad un'incestuosa coppia di Dei...
La realtà, è ben diversa: fu un banale e consueto incontro amoroso, avvenuto tra Papà Neris e Mamma Anna, ad incidere sugli annali, le prime gloriose righe di questa saga.
Trascorsi i primi anni della mia fanciullezza, immerso in un clima famigliare tenero e sereno: un papà, ometto senza vizi che lavorava con piacere, una mamma, donnina tutta casa e figli, una sorella più grande, tutta casa e studio...
...Che palle!
Una famiglia semplice, senza grilli ed estri, dove non si parlava mai di sesso: non per tabù, ma per banale senso del pudore.
Le giornate trascorrevano liete, con pochi canali ed il "bianconero": in TV c'era Heidi, Flipper, Lassie, Rintintin...
Le serate non erano da meno, Carosello plasmava con allegria la nostra ingenuità consumistica... Peccato non c'è più!
Mike alimentava con "Allllegriaaaaa" la nostra crescente avidità... Peccato, c'è ancora!
A scuola andavo bene, ero un buon bambino, di quelli che non litigano, non bigiano mai e fanno sempre i compiti…Un secchioncello tenerone.
M'innamoravo spesso delle compagne, ma molte di loro mi sovrastavano di almeno una spanna, perciò ero discretamente poco cagato! Rifugiai i miei complessi sopra ad un paio di stivaletti col tacco chilometrico: centotrenta centimetri di checca coi trampoli! Che visione idilliaca. L'effetto sulle femminucce fu disastroso!
Altro grande problema della mia infanzia, fu la "carenza di calcio": una questione genetica (entrambe i genitori ne erano afflitti).
Si, ho sempre provato una forte idiosincrasia nei confronti del calcio: lo sport più amato dagli italiani! Questa grave mancanza, mi ha creato non pochi problemi di socializzazione coi coetanei.
Mentre gli altri bimbi giocavano a "schiaffo" con le figurine Panini, io disegnavo...
LAVORO E FAMIGLIA
...Disegna, disegna, disegna, è nato un grafico pubblicitario!
Attività che mi ha impegnato per undici lunghi anni. I primi colmi d'entusiasmo, gli ultimi carichi di ripensamenti ed indifferenza!
Colori e pennelli a servizio del mercato. Creatività ed arte a cottimo. Idee schiave del compromesso e soggiogate dal denaro.
Fu la spinta di nuovi ideali? La riscoperta di valori autentici? No! Semplicemente mi ruppi le palle e decisi di stravolgere la mia vita. Tolsi gli eccentrici abiti da giovane creativo, smisi l'atteggiamento "di tendenza" ormai logoro e inadeguato, scalzai le inutili, troppo pesanti scarpe da rampante e mi dedicai, a tempo pieno, al mondo dell'handicap.
Ormai da un decennio assisto un gruppo di persone con problemi psicofisici, non ho avuto alcun ripensamento ed oggi rifarei la medesima scelta.
Mi interesso ancora di grafica e fotografia, ma solamente a livello hobbistico.
Vivo con Moglie Lorella, compagna a lunga scadenza, sempre presente e partecipe ad ogni piccola e grande avventura. La più importante di queste è cominciata con la nascita di Bimba Alice...
Ora l'epopea continua in tre!
VIAGGI
Sin dalla prima infanzia, fui attratto dal gusto della scoperta e dai viaggi con ogni mezzo, tanto da far nascere moltissimi racconti popolari più o meno veritieri:
L'attraversamento della Mongolia in punta d'alluci, il raid su Nettuno col monopattino, il periplo dell'Antartide con una slitta trainata da dodicimila sorci verdi; sono alcune delle leggende più dure a morire, anche se spesso smentite dal sottoscritto.
Ho sempre considerato la fase preparatoria di un viaggio, come uno dei momenti più entusiasmanti dello stesso.
Lo studio di un'intera nazione o del piccolo boschetto dietro l'angolo, le ricerche cartografiche e bibliografiche del territorio, la stesura dell'itinerario e delle eventuali varianti, permettono di anticipare le sensazioni della partenza.
Il viaggio diviene così il culmine, la realizzazione ed il parto di qualcosa che è già sviluppato in noi.
Amo soprattutto i luoghi deserti: quelli caldi del Nord Africa o quelli freddi della Lapponia, le distese laviche dell'Islanda o le rosse arenarie del West.
Ma gradualmente, mi sono allontanato dal mito del viaggio forzatamente lungo ed esotico, fatto d'ore ed ore trascorse in auto oppure a cavallo di una moto. Ho tralasciato la frenetica e stressante ricerca del "ciò che viene dopo" e del chilometraggio illimitato, preferendo oggi, percorsi e distanze più umane, tempi e mezzi più adatti alla meditazione ed all'osservazione del presente.
Ho viaggiato molto grazie ai motori, per scoprire in seguito, che il viaggio inizia dal momento in cui i pistoni smettono di girare.
E' così che ho incontrato la bici.