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CAMBIO E DERAGLIATORE

Avendo già parlato del sistema di trasmissione, diamo per scontato che, chi più chi meno, tutti abbiano afferrato i concetti di base relativi al suo funzionamento.
Catena, pignoni e corone, sono termini ormai consueti ai lettori di queste "Pagine Tecniche" e, l'arzigogolata faccenda dello "Sviluppo metrico" non dovrebbe celare ulteriori segreti ai più attenti e preparati fra loro.

In questa pagina, analizzeremo i componenti che consentono di spostare magicamente la catena, da una corona all'altra e lungo il pacco dei pignoni, senza farla precipitare ignobilmente sui nostri calzini.


CACOFONIA METALLICA

Non possiamo iniziare un discorso sul "sistema di cambiata", senza accennare al fatto che, i suoi componenti, possano essere considerati degli ottimi indicatori del grado di "F.M." (Fanatismo & Meticolosità) che contraddistingue ciascun biker.
L'F.M. si misura tramite l'analisi delle reazioni provocate al biker dagli eventuali suoni provenienti dal deragliatore o dal cambio posteriore.

Prendiamo come esempio i due casi estremi:

  • Ciclista domenicale. Sembra non udire i peggiori frastuoni e le più ignobili cacofonie metalliche! Stridolii da superattrito, scricchiolii da sporcizia decennale ed ululati che annunciano l'imminente cedimento strutturale, sono interpretati da questo pedalatore ciabattofilo, alla stregua di normali ed inevitabili suoni d'accompagnamento alla pedalata domenicale.
  • Biker Evoluto. I sussurri più sommessi ed i fruscii più melodiosi e discreti, rappresentano per questo maniaco della precisione, un vero colpo al cuore ed il motivo per innumerevoli soste "tecniche".
    I controlli: allineamento, pulizia, estetica, CX, serraggio viti, lubrificazione… si susseguono in media ogni dieci pedalate, provocando agli sfigati amici dell'evoluto, crisi isteriche con risvolti "bikericidi".
    Ogni più leggiadro rumorino percuote i sensibilissimi timpani del meticoloso soggetto, con la potenza ed il fragore di un terremoto in una vetreria.
    Fievoli turbolenze d'aria provocate dallo scorrere della catena, briciole di foglie secche appiccicate al pacco pignoni, sono il pretesto per continue regolazioni, controlli alle regolazioni, supervisioni ai controlli delle regolazioni, consulti sulle supervisioni ai controlli delle regolazioni…
    Soste tecniche, sempre più ravvicinate e snervanti, effettuate su componenti precisi e perfetti, già al massimo delle prestazioni.
    Gli stati d'ansia, provocati dalla maniacale e patologica ricerca del "sublime silenzio assoluto" e della scorrevolezza senza compromessi, sono i presupposti per lunghe notti tormentate da sogni di utopistici deragliatori al quarzo, con cavi a fibre ottiche e comandi virtuali.



CHE COSA OFFRE IL MERCATO?

I componenti utilizzati generalmente per il "primo montaggio" delle MTB presenti oggi sul mercato, provengono tutti da uno sparuto manipolo di costruttori.
Per quanto riguarda il cambio, il deragliatore ed i relativi comandi, la situazione monopolistica è ancora più accentuata (altro che Microsoft)!

State sbavando, con le gengive saldate alla vetrina che protegge un rilucente e costosissimo "sogno pedalabile"?
Nel "MegaMaxiMarket" di periferia, vi fermate distrattamente ad osservare, con falso occhio intenditore, una "CiofekBike" da duecentomila lire?
Comunque decidiate di sperperare il vostro denaro, sappiate che: in entrambe le ipotesi, appiccicato al telaio (in titanio nel primo caso, probabilmente in taleggio nel secondo), troverete sicuramente cambi e deragliatori prodotti dalla giapponese Shimano o dalla concorrente statunitense Sram (Grip Shift).
Questo non significa che due biciclette agli antipodi per qualità e prezzo, adottino lo stesso cambio!
Sia Shimano sia Sram, producono una gamma vastissima di questi componenti, in grado di soddisfare tutte le fasce di mercato.
Il cambio Shimano più economico, costa quindici volte in meno, di quello più sofisticato prodotto dalla stessa casa!
Via via che si sale verso il vertice della gamma cambiano i materiali, che divengono sempre più preziosi e costosi, con leghe varie e titanio in sostituzione del "vile" acciaio.
Anche la cura costruttiva dei particolari migliora: cuscinetti sigillati a tenuta stagna, molle regolabili e anelli "O ring", dovrebbero garantire una maggior affidabilità nelle condizioni d'utilizzo estremo e, contemporaneamente, il peso complessivo si riduce di qualche grammo…

Tutta la tecnologia che si vuole ma… continuo a considerare eccessive le differenze di prezzo! In fondo, il principio di funzionamento resta invariato e, a partire dalla gamma media, anche le prestazioni non cambiano molto!
Sfido il biker più "evoluto" a svelare durante una "cambiata", le differenze qualitative, tra un deragliatore anteriore "Deore LX" (media gamma: 128 grammi, 73.000 Lire) ed uno "XTR" (il Top: 117 grammi, 271.000 Lire. Dati 1999)!
I "nove grammi" di differenza è possibile recuperarli tagliandosi le unghie prima della pedalata e, nelle "duecentomila" risparmiate, ci stanno venti pizze oppure dieci serate al cinese!

Ho pedalato per migliaia di chilometri con un semplice ed economico "Alivio" e, a mio parere, le prestazioni non sfigurano nei confronti del "Deore LX", attualmente in mio possesso.

SHIMANO, SRAM O... La differenza più appariscente - e forse l'unica degna di nota - tra la produzione Shimano e quella Sram nell'ambito dei sistemi di cambiata, è la filosofia di funzionamento dei comandi a manubrio. Per il resto, le due aziende si presentano con piccole divagazioni sul medesimo tema: differenze nei materiali, nel punto d'innesto del cavo ed altre piccole facezie, spacciate da entrambe le case come "il massimo della tecnologia"…

Cambi, deragliatori e comandi, sono normalmente compatibili tra loro: possiamo quindi combinare sullo stesso telaio, componenti di differente gamma o marca.
Nessuno ci vieta di utilizzare un cambio Shimano d'alto livello, un deragliatore di grado inferiore e, i comandi rotanti della concorrente Sram. Questo tipo d'allestimento misto è normalmente utilizzato dalle case produttrici di bici complete per ottenere il miglior compromesso qualità - prezzo (risparmiando sui componenti meno critici).
L'unica limitazione riguarda i comandi Sram con tecnologia "ESP" che possono essere utilizzati esclusivamente con i cambi a loro dedicati.

Per gli snob ad oltranza o per chiunque volesse uscire dal coro, esiste qualche altra possibilita:
EGS, che propone un personalissimo comando integrato, composto da un'unica manopola in grado di gestire tutti i rapporti possibili scongiurando gli incroci pericolosi.
Sempre dell'EGS, è il cambio con gabbia molto corta che lavora parallela alla catena.
White Industries, Azienda californiana produttrice d'un sofisticato ed "esoterico" cambio posteriore, funzionante con due cavi di trasmissione.
Tiso Bikes, produce "Venda", un cambio posteriore italiano, in ergal e titanio con lavorazione CNC, totalmente scomponibile.



IL DERAGLIATORE ANTERIORE

Lo scopo del deragliatore anteriore, è quello di depistare la catena da una corona all'altra e la sua azione è determinata dall'apposito comando posto sulla sinistra del manubrio, tramite la tensione ed il rilascio di un cavetto di trasmissione.

Il deragliatore è costituito da:

  • Forcellino o gabbia - Formata da due piastre parallele, distanziate tra loro di circa un centimetro, tra le quali scorre la catena.Parti del deragliatore anteriore
  • Sistema a snodo - Composto da due leve che collegano il corpo alla gabbia, ha il compito di spostare quest'ultima (quindi la catena), lungo l'asse orizzontale. La leva interna, possiede una molla di ritorno. La leva esterna possiede un morsetto per il fissaggio del cavo di trasmissione.
  • Corpo - E' fissato generalmente al tubo piantone mediante una fascetta, oppure alla scatola del movimento centrale. Sulla parte superiore, sono presenti due viti di registro che regolano le battute d'arresto (esterna ed interna) dello snodo. Questo per limitare la corsa della gabbia ed evitare così che la catena cada oltre la corona maggiore (esterna) o minore (interna).
Quando il cavo - collegato allo snodo tramite una vite - viene tirato dal comando posto sul manubrio, la gabbia si sposta verso l'esterno, trascinando la catena sulle corone maggiori.
Il richiamo della gabbia verso l'interno avviene, invece, grazie ad una molla presente nello snodo.



IL CAMBIO POSTERIORE

Il compito del cambio, è senza dubbio più arduo e complesso di quello del deragliatore anteriore, in quanto, deve permettere il preciso spostamento della catena su ciascuno dei pignoni presenti nel pacco (7, 8 o 9) e, contemporaneamente mantenerla in tensione.

Gli elementi del cambio:

  • Corpo superiore - Si tratta di un pezzo unico fissato al telaio tramite una vite a brugola.
  • Corpo mediano - Unisce la parte superiore a quella inferiore ed è costituito da due biellette rettangolari e da una molla di ritorno. In questo segmento è fissato, tramite un Le parti del cambiomorsetto, il cavo di trasmissione.
    Le due bielle permettono al corpo inferiore di eseguire i movimenti necessari a depistare la catena tra i vari pignoni.
  • Corpo inferiore - E' formato da un perno cui è fissato il bilanciere. Quest'ultimo, grazie alla presenza di una molla, mantiene in tensione la catena.
  • Bilanciere - Formato da una coppia di piastre, al cui interno si trovano due rotelline mobili. La rotellina superiore - "puleggia guida" - è implicata nello spostamento della catena tra i pignoni. L'altra - "puleggia di tensione" - si occupa, appunto, di mantenere in tensione la catena, che scorre tra le due pulegge.
L'azione del cambio, simile a quella del deragliatore anteriore, è provocata dal comando posto sulla destra del manubrio, tramite la tensione ed il rilascio del cavo di trasmissione.
Quando il cavo viene tirato, il bilanciere presente sul cambio si sposta verso l'interno, spingendo la catena sui pignoni di diametro maggiore (rapporti corti).
Viceversa, nel momento in cui il cavo viene allentato, la molla di ritorno presente nel corpo del cambio, forza il bilanciere e di conseguenza la catena, verso i pignoni minori (rapporti lunghi).
Contemporaneamente a queste operazioni, il bilanciere mantiene in tensione la catena, avvicinando o allontanando dai pignoni, la puleggia di tensione.


Shimano XTR.
Il "Top" della gamma.

Shimano Deore LX.
Un cambio per tutti.

Sram 9.0 ESP. Esclusivamente
per comandi della serie ESP.



I COMANDI

  • Shimano, per i propri comandi, adotta da sempre un sistema a leve modificato sostanzialmente nel tempo. La versione utilizzata attualmente è quella "Push - Pull", formata da due levette sottomanubrio per ciascun comando.
  • Sram opta per un sistema rotante integrato in ciascuna manopola.

E' un parere del tutto personale, ma avendo sperimentato entrambi i sistemi in varie situazioni, posso affermare che dal lato pratico non esistono grandi differenze. E' una questione di gusti, abitudine o simpatia!
In ogni caso, sono montati sul manubrio: a sinistra troviamo il comando dedicato al deragliatore anteriore, a destra quello del cambio posteriore.
I sistemi sono entrambi "indicizzati", perciò ad ogni scatto del comando, corrisponde un preciso spostamento della catena da un ingranaggio all'altro.
Anche per quanto riguarda il livello di precisione, l'affidabilità e la quantità di manutenzione richiesta, siamo sugli stessi livelli.
I comandi Sram, grazie alla loro intrinseca semplicità costruttiva, risultano generalmente più leggeri ed economici di quelli prodotti da Shimano. In sostanza, diverso è il sistema utilizzato, ma alla fine si tratta di tirare un cavetto di trasmissione!

I "RAPIDFIRE" SHIMANO

IL PASSATO…
I primi comandi Shimano, erano del tipo "sopramanubrio", detti anche a "torretta". Ogni comando consisteva in una singola leva imperniata su di una parte fissa.
Nel 1989 s'imposero i comandi "sottomanubrio" (più comodi e meno soggetti agli urti) di tipo "Push Push", ciascuno costituito da una coppia di leve da spingere.

IL PRESENTE
La costante evoluzione, ha portato ai "Rapidfire" di tipo "Push Pull", compatibili con cassette da 7 - 8 ed attualmente 9 pignoni.
Il funzionamento è indicizzato, quindi, ad ogni scatto del comando, corrisponde un relativo e preciso spostamento della catena, da un ingranaggio all'altro.

Struttura del comando (destro o sinistro).

  • Corpo - Al suo interno funziona un meccanismo a cricchetto che, azionato dalle due leve, determina la tensione ed il rilascio del cavo di trasmissione.
  • Leva inferiore - "Spingendola" col pollice, si tira il cavo, permettendo il passaggio della catena da un ingranaggio (pignone o corona) più piccolo ad uno più grande (da uno a tre pignoni in una volta, solo per il cambio posteriore).
    Dopo ogni cambio di rapporto, la leva torna alla posizione originale.
  • Leva superiore - "Tirandola" con il dito indice - medio, il cavo viene rilasciato e, grazie alla molla di ritorno presente nel cambio o nel deragliatore, si scala (di un solo rapporto) da un ingranaggio a quello immediatamente più piccolo.
    Dopo ogni cambio di rapporto, la leva torna alla posizione originale.
  • ODG: (Optical Gear Display) - Si tratta di un indicatore del rapporto inserito che, nei modelli attuali è molto più vago di quanto non fosse nelle versioni precedenti. Forse perché Shimano, è interessata alla vendita del ciclocomputer "Flight Deck" (compatibile con i modelli di gamma medio-alta) che, utilizzando cavi di trasmissione dedicati, indica l'ingranaggio inserito (era proprio necessario?)!
Entrambi i comandi (deragliatore e cambio), possono, secondo il modello, essere indipendenti oppure integrati alle leve dei freni. La prima soluzione, è preferibile poiché permette un posizionamento più personale, ed un'ampia scelta per quanto riguarda le leve freno.

La gamma completa dei comandi Shimano dedicati alla MTB comprende:
Tourney, Acera, Altus, Alivio, Deore, Deore LX, Deore XT ed XTR

Deore XT modello indipendente
Deore XT - comando indipendente.
Deore XT modello integrato.
Deore XT - comando integrato alla leva freno.
Flight deck

Flight Deck. Il ciclocomputer
con indicatore del rapporto inserito.


I "GRIP SHIFT" SRAM

I problemi riscontrati nei primi modelli di comandi rotanti "Grip Shift", come, la vulnerabilità all'acqua ed al fango, l'indurimento in alcune condizioni d'uso, una durata inferiore a quella dei classici manettini, sono ormai solamente un vecchio ricordo.
Semplicità costruttiva, leggerezza e buona affidabilità, ma soprattutto un aspetto poco impegnativo in grado di instaurare un immediato "feeling" con il biker novello, hanno fatto dei comandi Sram, i più temibili concorrenti dei "Rapidfire" di casa Shimano.

Il comando, è costituito da una manopola fissa e da una parte della stessa, girevole. Questa parte mobile, è formata da una ghiera di quattro o cinque centimetri, posta tra la manopola fissa e la leva freno.
Muovendo la ghiera, alla stregua di un acceleratore motociclistico, il meccanismo in resina che si trova all'interno di essa, trascina il cavo di trasmissione.
Ruotando il comando verso noi stessi, il filo viene tirato e la catena sale da un ingranaggio piccolo ad uno più grande. Attuando la rotazione contraria (verso l'avantreno), si passa da un ingranaggio grande ad uno più piccolo.
I rapporti sono sempre indicizzati e, ad ogni scatto del comando, corrisponde un conseguente spostamento della catena da un ingranaggio all'altro.
Una scala numerica, indica quale pignone (comando Dx) o corona (comando Sx) è inserito.

I comandi rotanti, sono generalmente compatibili anche con cambi o deragliatori di casa Shimano; l'unica eccezione riguarda i modelli con sigla "ESP", che devono essere utilizzati solamente con cambi a loro espressamente dedicati.

La gamma dei comandi Sram comprende i modelli:
Centera, Neos, Quarz, Plasma e MRX compatibili con i prodotti Shimano.
ESP 5.0, ESP 7.0, ESP 9.0 ed ESP 9.0 SL dedicati ai cambi con tecnologia ESP


Sram Plasma
5.0 ESP
Sram 5.0 ESP

Sram 7.0 ESP

Sram 9.0 ESP


AGGIORNAMENTO... 2000

No, no... No! Perchè le cose si devono sempre complicare, non bastavano, la manipolazione genetica, la legislazione italiana e gli spazzolini da denti ipertecnologici, ora ci si mettono anche i due maggiori produttori di gruppi!
Da un po' di tempo, mamma Shimano e zia Sram, hanno deciso di sconfinare, ciascuna, nel cortile dell'altra. Così, la netta ed immediata associazione: comandi rotanti = stelle e strisce, comandi a manetta = sol levante, va a farsi fott... Benedire!
I nuovi comandi a pulsanti Sram, denominati "Trigger Shifter", entrano direttamente in concorrenza con i push-pull di Shimano, ma quest'ultima non resta a guardare e contrattacca, lanciando nella bassa gammai suoi rotanti...


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