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IL TELAIO
Qui, parleremo del telaio nella sua struttura più semplice, senza addentrarci nelle problematiche connesse ad eventuali soluzioni più o meno ammortizzate.
E' lui che silenziosamente e con precisione, accoglie tutti i componenti adibiti al movimento, all'arresto ed alla guida, sopportando con abnegazione i nostri centoventi chili di strutto!
Sino a pochi anni orsono, le differenze fra le varie tipologie di telaio erano percepibili esclusivamente dagli addetti ai lavori o dai cosiddetti "amatori evoluti", ma oggi, le fogge ed i materiali, sono talmente differenziati, polimorfi ed in continua evoluzione, da stravolgere il classico concetto di "telaio da bici".
Forme seducenti, materiali aerospaziali, geometrie innovative e soluzioni "definitive", durano quanto un picnic con zia Clotilde e, buona parte delle ardite tecnologie alla moda, passano fulminee sul mercato senza lasciar traccia di se.
| La forma a diamante del telaio più classico, è costituita da quattro tubi principali che si uniscono in due punti detti nodi e, da un carro posteriore formato da quattro tubazioni più sottili, unite ai forcellini di innesto della ruota posteriore. Tubo piantone (seat tube): determina l'altezza del veicolo ed unisce il nodo di sella al nodo del movimento centrale. Tubo orizzontale (top tube): collega il nodo di sella al tubo di sterzo: nella MTB, non è mai realmente orizzontale, ma più o meno inclinato verso il nodo di sella (geometria sloping). |
![]() | Tubo obliquo (down tube): collega il tubo di sterzo al nodo del movimento centrale. E' la tubazione più sollecitata dell'intero telaio, perciò la sua sezione è solitamente maggiore rispetto alle altre. Tubo di sterzo (steerer tube): collega il tubo orizzontale al tubo obliquo. Al suo interno passa il cannotto di sterzo e, per questo motivo, la sua inclinazione (69 - 72 gradi), determina in modo fondamentale la guidabilità del veicolo. Mentre nelle bici da corsa, il diametro di questo corto tubo è di un pollice (25,4 mm esterno), nella quasi totalità delle MTB, vengono montati tubi con un diametro da 1"1/8. Nodo di sella: è il punto di giunzione in cui convergono il tubo orizzontale, il tubo piantone ed i foderi posteriori verticali. Nodo del movimento centrale: qui convergono il tubo piantone, quello obliquo ed i foderi posteriori orizzontali. Scatola del movimento centrale: corto tubo posto vicino al nodo del movimento centrale. è perpendicolare agli altri, poichè al suo interno trova sede il movimento centrale al quale sono collegate le pedivelle. Foderi orizzontali (chainstays): coppia di tubi che collega la scatola del movimento centrale ai forcellini di innesto della ruota posteriore. Possono essere più o meno curvati, per ottenere la massima luce possibile nel punto di passaggio della ruota. Foderi verticali (seatstays): coppia di tubi che collega i forcellini al nodo di sella. Spesso per aumentare la loro rigidità, vengono collegati tra loro mediante un ponticello. |
ACCIAIO: un classico sempre attuale.
"Lo conosco!" Gridano all'unisono, il cozzivendolo di Napoli, la parrucchiera dell'Oklahoma e lo spacciatore del quartiere...
Illusi! Tutti questi onesti lavoratori, ricordano solamente la classica forma trapezoidale costituita da tubazioni saldate fra loro, ma, non sanno che i telai in acciaio possono costare quanto un pugno di riso... oppure di diamanti!
Queste notevoli differenze di prezzo, hanno origine da diversi fattori:
vengono assemblati dai produttori di biciclette.
--La saldobrasatura, oramai totalmente abbandonata sulle MTB, è una sorta d'incollaggio a caldo: si ottiene con la fusione del materiale d'apporto, che ha una temperatura di fusione più bassa di quella dei tubi da saldare.
ALLUMINIO: in tubi o scatolato?
E' un materiale d'utilizzo piuttosto recente in ambito ciclistico e, al contrario dell'acciaio, il suo sfruttamento non è strettamente legato alla forma ed alle misure delle tubazioni, infatti, sempre più spesso questo materiale viene usato per la costruzione di telai scatolati. Le soluzioni stilistiche e tecniche, sono in questo caso molto varie.
Generalmente, un telaio in alluminio, rispetto ad uno d'acciaio, è meno elastico, più rigido e leggero. La minor resistenza meccanica di questo materiale, obbliga ad usufruire di tubazioni con sezione e spessore maggiorati (ecco il motivo della maggior rigidità strutturale).
La saldatura utilizzata per questo materiale è di tipo TIG, solo alcuni costruttori (i soliti esibizionisti...) optano per il giunto più incollaggio!
Il regno incontrastato dell'alluminio, è quello delle biammortizzate, in cui la rigidità del telaio, permette agli elementi elastici anteriori e posteriori di lavorare al meglio; in più, la struttura è soggetta a minor sforzo meccanico.
TITANIO: come l'oro!
Solo poche case specializzate, producono tubazioni in titanio: pregiate, leggerissime, con un'elasticità intermedia che si pone fra l'acciaio e l'alluminio.
E' molto resistente ed inattaccabile dalla ruggine, tanto da non richiedere alcun tipo di verniciatura.
E' un materiale costosissimo, difficile da trattare, tagliare o saldare.
Se cercate il telaio della vostra vita… si può fare!
ALTRI MATERIALI: telai in "tecnopongo" e polenta taragna!
Recentemente, diversi materiali compositi, solitamente sviluppati per esigenze militari, sono stati utilizzati nella costruzione di telai ciclistici.
Carbonio, Magnesio, Termoplastica... Sono molto costosi e richiedono tecnologie ed attrezzature sofisticate, nonché, una grande esperienza da parte del costruttore.
Permettono di ottimizzare il dimensionamento di ciascun punto del telaio, così da ottenere strutture leggere e con un grado di rigidità appropriato.
La complessità ed il costo degli stampi, limitano la scelta della taglia ed eventuali evoluzioni future.
Questi materiali, vengono utilizzati per:
--Telai monoscocca: costruiti senza saldature in un unico pezzo, per mezzo di uno stampo. Si possono ottenere forme sinuose ed accattivanti.
--In tubazioni: il materiale è utilizzato per la costruzione di tubi, che vengono poi uniti tramite giunto più incollaggio.
RIGIDO O COMODO?
Quanto più un telaio è rigido, tanto più è scattante e pronto ad assecondare i nostri sforzi. Ogni minima flessione dello stesso, equivale ad un piccolo spreco d'energia durante la pedalata. |
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| Ermes Malvisi |