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TICINO: QUANDO?

Ogni periodo dell'anno, può essere adatto all'escursionismo lungo i sentieri che costeggiano il fiume, anche se, le stagioni intermedie, sono generalmente da considerarsi le migliori, mentre i mesi estivi, sono in assoluto quelli che sconsiglio più calorosamente.

EVITIAMO L'ESTATE!

  • Zanzare, zanzare, zanzare… Nel sottobosco e nelle zone acquitrinose, è impossibile fermarsi a causa degli amabili microvampiri i quali, in questa stagione, lavorano a tempo pieno.
    Forare una gomma in codesti luoghi, equivale ad una morte certa ed atroce…
    Nere e ronzanti nubi affamate, attratte dal tanfo della cute madida di sudore, perforeranno ogni lembo scoperto della vostra pelle. Prima di spirare, vi cimenterete in un tragicomico balletto cadenzato dal ritmo frenetico dell'autoschiaffeggio.
    Una preventiva doccia di Autan con pediluvio alla Citronella, è da considerarsi un "bisogno primario"!
  • Molti dei sentieri più stretti e meno battuti, sono invasi da una vegetazione rigogliosa, spinosa ed urticante!
    Si è costretti a passare attraverso canyon di ortiche giganti e pareti di rovi rostrati, sulle cui spine non è difficile scorgere le misere tracce dei ciclisti che ci hanno preceduto. Fazzoletti di pelle, ciocche di peli ed arti completi oramai putrefatti, decorano con grazia e buon gusto il nostro percorso. Un machete nel kit degli attrezzi e consigliabile!
  • Ragni obesi, oziano al centro di enormi tele tessute con perizia da un lato all'altro del sentiero. I fili che compongono la trama, lucida ed appiccicosa come melassa, sono grossi come spaghetti, imperlati di rugiada ed insetti deceduti.
    Magari a qualche aracnofilo ciò può sembrare bello e naturale, ma a me, un ragno crudo in bocca fa piuttosto schifo.
    Un buon lanciafiamme (anche di tipo economico), può rivelarsi utile e divertente!
  • Durante i fine settimana canicolari, le candide spiagge pietro-ghiaiose, sono lastricate da corpi ignudi, unti e variamente tinteggiati dal sole: alcuni trasportano canotti o stazionano su materassini gonfiabili, altri scrivono agli amici false cartoline dalle Hawaii, altri ancora, esercitano la propria mente assopendosi sulla Settimana Enigmistica…
    Qualcuno passa il pomeriggio tentando di aprire lo sdraio, altri si pavoneggiano tirando in dentro la "pancetta", mentre grigliano pancetta su barbecue improvvisati.
    Una tremenda puzza di Autan, olio solare, ciabatte di gomma e salamelle bruciate, pervade l'intero corso fluviale per giorni e giorni… Restate a casa, oppure scendete dalla bici, inciabattatevi ed unitevi al gruppo-tintarella.
  • Il caldo, nelle zone umide è veramente insopportabile, in un'ora, si possono espellere sino a quattrocento damigiane di sudore la cui evaporazione è una mera utopia. Il contenuto della borraccia diviene ben presto un consommé bollente, gradevole e dissetante, quanto una pinta di salsa alla soia…
    Che caldo!!Il "frigo legato alla schiena" non è una buona soluzione, poiché, il peso risulta eccessivo e la dinamo collegata alla ruota non produce sufficiente energia elettrica!
    Non è possibile denudarsi (vedi il punto 1 - Zanzare in festa… ed il punto 2 - Selva assassina).
    Non è consigliabile rinfrescarsi viaggiando a bocca aperta (vedi punto 3 - Ragni che schifo!). E' quasi impossibile buttarsi sulle spiagge (vedi punto 4 - Bolgia ignuda).
    Pedalare con 37 gradi ed il 95% di umidità, indossando un abbigliamento da clausura mentre si respira con la bocca serrata e si scansano rami uncinati…Non è piacevole!
    Fermarsi e portare alla bocca una borraccia bollente, tempestata di insetti in fin di vita; indossare un toupet di zanzare mentre osserviamo da lontano i bagnanti… No! Non è carino.
AFFRONTIAMO L'INVERNO

Devo ammettere di provare una particolare simpatia per questa malfamata stagione; è vero, la temperatura è rigida come il pisello di un eschimese e la luce è un'utopia, ma possiede un fascino inequivocabile in grado, da solo, di contrastare i pochi risvolti negativi.
Con dodici strati di abbigliamento "Tecnotermoimpermeabiltraspirante" e quindici litri di cioccolata nelle budella, si può pedalare tranquilli. Le scarpe, devono essere sovrabbondanti (almeno quattro o cinque misure in più) e, lo spazio eccedente, potrà essere efficacemente riempito con carbonella ardente o catrame fuso.
Le mani, tenute in letargo nelle tasche del pellicciotto, sono al riparo da tutte le intemperie.


TICINO: ATTENZIONE A…

Non esiste alcuna controindicazione per un cicloescursionista di media levatura ma, onde evitare sorprese, voglio dedicare alcune informazioni ai meno esperti o, a chiunque decidesse di pedalare in compagnia dell'imberbe prole:

  • Tratti esposti: in vari punti i sentieri si snodano proprio lungo le rive del fiume ed a causa del fondo viscido, dei rami e delle pietre affioranti, si può generare qualche leggero sbandamento… Occhio! L'acqua è vicina.
  • Sottobosco: nel sottobosco le radici degli alberi affiorano improvvisamente nei punti più nascosti ed i rami, spesso, si posizionano ad un'altezza adeguata ad impigliarsi con tenacia alle nostre narici.
  • Guadi: il dover attraversare pozzanghere o piccoli rami del fiume, non è cosa rara, in particolar modo dopo lunghi periodi di pioggia.
    Bagnarsi le scarpe in estate, può anche essere piacevole, ma nelle stagioni più fredde, consiglio di calzare sopra le scarpe, un paio di sacchetti di celophan; non pesano nulla e sono funzionali!


BAU BAU! ARF ARF: (la questione cani)
I cani sono una presenza costante ed una compagnia inevitabile del cicloescursionista bucolico che, all'approssimarsi di ogni cascinale, verrà braccato senza tregua da un'inferocita muta ringhio-bavosa!
Bau, bau! Arf, arf!Bastardini col complesso d'inferiorità, chiwawa con manie di grandezza, molossi incattiviti dalla propria fama… Pastori disoccupati incarogniti dall'ozio… e …
Lui! Il re dello zerbino… Il "Cane d'aia" o "Canide Cascinalis", impossibile descriverne, anche solo vagamente, il colore o le fattezze. Sfuggente, bizzarro ed imprevedibile nel carattere, attende con aria sorniona e disinteressata il vostro passaggio, per colpirvi a tradimento, strappandovi con un sol morso il polpaccio. Quando vi voltate, lui è già la; accucciato sullo zerbino davanti all'uscio oppure sotto al porticato con la mietitrebbia, sonnecchiante ed intento a lacerare parte del vostro stinco…
Una folta schiera di ricercatori e uomini di scienza di fama interplanetaria, si sono impegnati in codesto argomento, ma quale sia l'atteggiamento più corretto di fronte ad una dozzina di fauci bavose, resta un mistero.
Esistono comunque alcune linee base, adottate da diverse tipologie di ciclisti:

  • Ciclista pavido: fugge e, rimpiangendo di non essersi mai "dopato" effettua tutto l'itinerario in pochi minuti.
  • Ciclista guerriero: bramoso di battaglia, parte all'attacco caricando eroicamente le belve, sostenuto da urla ed inni di vittoria! Solitamente i quadrupedi battono la ritirata guaendo e con la coda serrata tra le natiche. Purtroppo, il gioco non sempre funziona!
  • Ciclista pacifista: si ferma e, sorridendo, chiama e saluta cordialmente le bestiole, accarezza i musi meno timorosi, poi riparte col cuore soddisfatto e traboccante di gioia…E' a questo punto che il "Canide cascinalis" entra in azione!
  • Ciclista impassibile: sei alani ringhiano ed abbaiano a pochi centimetri dai suoi stinchi, balzano da un lato all'altro della bici, lacerando pneumatici e strappando calzini… lui glaciale continua a pedalare senza modificare il ritmo. Alcuni pregano, altri, sommessamente piangono, molti imbrattano vergognosamente il fondello dei calzoncini in lycra.
  • Ciclista drastico: viaggia in compagnia di una dodici colpi sempre calda e fumante, sventra pechinesi e scuoia barboncini con lo stesso "savoir-faire" con cui abbatte i grossi bastardoni. Funziona, salvo poi innescare una faida interminabile con il contadino locale.


    BIBLIOGRAFIA E CARTOGRAFIA
    Bibliografia:
    • "LOMBARDIA IN MOUNTAIN BIKE Vol. 2 Parco del Ticino e Prealpi lombarde" - Ediciclo -
    • "COLLANA BIBLIOTECA DEL PARCO" - 11 titoli dedicati alla flora ed alla fauna del Parco.
    • "IL PARCO DEL TICINO. SCRIGNO DI VITA" - G. Bogliani, D. Furlanetto - Musumeci, Quart 1995.
    • "GUIDA AL PARCO DEL TICINO" - A. Arcidiacono, Novara.
    • "GUIDA PRATICA DEL PARCO DEL TICINO LOMBARDO" - Orizzonte, Milano 1995.
    • "ITINERARI NEL PARCO LOMBARDO" - (quattro pieghevoli disponibili presso il Parco lombardo).
    Cartografia:
    • "LE MAPPE DI AIRONE. Il Parco del Ticino" - (scala 1:60.000) - Editoriale Giorgio Mondadori.
    • "PARCO DEL TICINO LOMBARDO. Carta dei sentieri pedonali e dei percorsi ciclabili" - (scala 1:17.000) - Edizione Orizzonte.
    • "IL CAMMINO DELL'ALLEANZA. Percorso N° 2" - Mappa dell'itinerario sponsorizzato da "Alleanza Assicurazioni" (gratuito).
    • "ITINERARIO ESCURSIONISTICO E/1." (Fogli N° 13, 14, 15, 16. Scala 1:50.000) - Studio Cartografico Italiano - Genova.


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