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Corsica 2003


Di Paolo Grassero e Andrea Abbà


Bastia - Aleria (Km 85)

fotoSi parte! Al porto di Savona ci portano Giorgio e Cecilia, ormai lui è l'accompagnatore ufficiale delle mie spedizioni. Non so se ne sia molto felice, forse ogni volta vorrebbe partire con me. Il traghetto è espresso, all'interno pare di essere in un freezer, dopo un paio d'ore Paolo ormai surgelato decide di andare a vedere se ci sono aree dove si sta meglio e torna dicendo che si può salire sul ponte e che la fa più caldo. Dopo poche ore vediamo la Corsica. Capiamo subito a colpo d'occhio che non sarà una passeggiata, sembra l'isola preistorica di Jurassic Park, tutta montagne e vegetazione selvaggia. Dopo aver abbandonato la nave al porto di Bastia copriamo i primi chilometri verso sud e sono un saliscendi ma piuttosto pianeggiante mentre il paesaggio intorno non è un granchè. Il premio per la sudata arriva solo alla sera con un bel tuffo in mare nel campeggio e una bella doccia purtroppo non fredda... La zona non è il massimo della vitalità e molto presto andiamo in tenda a riposare. Notte tranquilla anche se io russo e Paolo si lamenta.

Aleria - Golfo di Sogno (Porto Vecchio) (Km 76)

Seconda tappa all'insegna del caldo insopportabile. I saliscendi ora diventano un po' più violenti ma la strada è decisamente più panoramica quando passa vicino al mare. Il caldo aumenta in violenza e, dopo aver abbandonato la superstrada alla volta di Pinarellu, io collasso, sono bollito. Lentamente con l'aiuto di Paolo arriviamo a Golfo di Sogno dove una splendida laguna ci attende per il bagno e il meritato riposo. Il paesaggio alla sera è assolutamente magnifico e rilassante.

Porto Vecchio - Propriano (Km 118)

Tappa troppo devastante, vado a dormire... fotoOra sto meglio e posso provare a descrivere quel che abbiamo fatto. Sino a Bonifacio la strada, benchè saliscendi come sempre, si è rivelata più fattibile. Paolo non ha ancora abbandonato l'abitudine corsaiola e fa delle sparate assurde, ma io tengo il mio ritmo anche se lo costringo ad aspettare. Verso il sud della Corsica il paesaggio cambia notevolmente diventando molto far west. Immagino indiani che assaltano le carovane ma qui in realtà manca persino l'acqua! Bonifacio è una città splendida, fanno effetto sia il porto minuscolo sia la città alta con i suoi punti panoramici da cui si vede chiaramente la Sardegna. Ricordo anni fa con Silvia ero dall'altra parte e guardavo la Corsica... Dopo una lunga pausa per il pranzo riprendiamo la marcia, il sole a picco porta il termometro a 40°. La carenza d'acqua (che per altro qui ha costi spropositati) ci uccide, la poca che abbiamo bolle nelle borracce, meglio non pensarci... Sento bruciori ovunque, ormai cotto dal sole macino gli stupendi "fiordi" che mi si presentano di fronte risalendo verso nord. Le rampe diventano sempre più ripide ma lo scenario appaga e si procede. A Sartene siamo un po' dubbiosi se fermarci o continuare ma il mare ci chiama e scendiamo sino a Propriano. Cena in pizzeria, qui c'è molta vita e ce lo siamo meritati anche se siamo sfatti dalla stanchezza e l'unico camping è sopra un bricco... Sento Silvia al telefono, niente da fare, quando sono disperato cerco sempre lei.

Propriano - Ajaccio (Km 64)

Esiste un Dio che ci ha fatto scegliere la via del mare e non quella dell'entroterra per questa tappa. Un paesaggio indescrivibile a parole, un susseguirsi di "fiordi". La strada è in pessimo stato sino a La Castagna ma vale assolutamente la pena. Salite dure ma percorribili e in poche ore siamo a riva, sullo sfondo la capitale Ajaccio, città natale di Napoleone. Oggi anche Paolo l'ha presa piano, inizia a rendersi conto che qui non è uno scherzo. Ci fermiamo a Porticcio e passiamo il pomeriggio in spiaggia; sole mare e cibo. Dopo il massacro di ieri un po' di riposo ci voleva.

Ajaccio - Vivario (Km 87)

La salita. Questo potrebbe essere il nome di una tappa che è partita dalla caotica capitale marittima e ci ha portati in cima al colle di Vizzavona a ben 1136 metri. In ogni viaggio che si rispetti ci vuole la pedalata in tangenziale o in autostrada. Ajaccio ha una strada a doppia corsia trafficatissima, meglio fuggire in fretta verso l'entroterra. In pochi chilometri si passa da un paesaggio marino a uno montano. Foreste e montagne rocciose quasi dolomitiche. Rocce possenti ci sovrastano sopra i 2000 metri. Vediamo persino la neve. I paesini diventano sempre più piccoli e più montani. Facciamo una tappa per mangiare un gelato che ci farà da pranzo. I tornanti sono sempre più ripidi, Paolo accusa segni di stanchezza ma saliamo bene. Il colle è conquistato in poco tempo, due foto e poi giù a folle velocità verso valle, verso il campeggio. Bel posto se non fosse per il fatto che dobbiamo ancora pedalare più tardi a bici scariche per andare a comprare viveri. Ciucca paura a birra!! ottima.

Vivario - Ile Rousse (Km 97)

Non ci aspettavamo tutta discesa, ma alla fine, sarà un po' per la stanchezza accumulata, un po' per il caldo, i saliscendi e quel fetente vento contrario, ma oggi abbiamo di nuovo trovato eterno. La discesa è stata molto lunga, una quarantina di chilometri a rotta di collo per arrivare di nuovo in vista del mare. Poi al primo accenno di salita ecco il vento a frenare la marcia. E di nuovo saliscendi massacrante prima nell'entroterra e poi lungo il mare. Neppure il bagno serale tra gli scogli ci ripaga della fatica, solo dopo una lauta cena, sugli scogli dell'isola tra i gabbiani che gridano ritroviamo un po' di pace. Decidiamo un taglio nel nostro giro. Siamo troppo stanchi e non possiamo tentare ancora il "dito" a Nord, si torna verso Bastia.

Ile Rousse - St Flaurent (Km 50)

Oggi si affronta il deserto des Agriates. Partiamo lenti dal lungomare, non abbiamo più voglia di far fatica. Il saliscendi di ieri va ripetuti sino alla deviazione per il deserto. Poi, inaspettatamente, si sale! Un nuovo passo si innalza tra i cespugli ispidi e verdissimi. Sorpassiamo uno dei tanti cicloturisti che abbiamo incontrato, risponde a stento. È fatica. Sulla vetta un panorama di roccia e cespugli. Il deserto in quanto non c'è nulla e solamente vederlo mette angoscia. La strada prosegue piatta, incontriamo italiani in macchina, ci scambiamo una foto. Poi giù in discesa di nuovo verso il mare. Il porto di St Flaurent diventa una nuova tappa. Troppo stanchi per proseguire sul colle che porta a Bastia... Un camping tenuto da toscani ci accoglie. Due parole in italiano finalmente, sto cavolo di francese non lo sopporto più. Ora guardo gli yacht nel porto e sogno. Meglio andare a dormire.

St Flaurent - Bastia (Km 26)

fotoSeduto su uno scoglio con il mare che quasi mi bagna i piedi scrivo e penso. Oggi se n'è andata l'ultima tappa del giro della Corsica, una tappa breve ma intensa sin dai primi metri della salita che ci ha portato in pochi chilometri in cima al colle a 536 m sopra Bastia. Lassù abbiamo trovato due ragazzi scalcinati di Forlì con bici caricate in modo molto precario. Giovani quasi fuggiti di casa per arrivare sin li. Uno non era neppure vestito da bici e lamentava il sudore. Due pazzi! E poi ancora altri bolognesi decisamente più anziani, decisamente in tanti. Tutti gialli e scarichi con le loro belle tappe incise su fogli plastificati anti pioggia. Peccato che questo non li salverà, non si rendono conto, come noi al principio della potenza di questa isola. Del suo essere mare e monte insieme. Della sua gente dura ed ermetica che poco ama farsi vedere. Ora conservo nei muscoli questo potere e lo voglio portare via con me almeno in parte. Qui la natura è selvaggia e non si scherza anche se la civiltà aleggia... Paolo gioca con le conchiglie, penso sia rimasto anche dentro di lui questo viaggio, sono certo che gli mancherà tutto questo perchè il dolore e la fatica passano ma gli occhi guardano più lontano per sempre.

Last day

Ultimo giorno in Corsica, vi scrivo da una panchina all'ombra (inizio ad odiare il sole). Stamattina abbiamo fatto l'ultima nuotata e poi abbiamo sbaraccato la tenda e liberato il campeggio. Dopo aver sventato il tentativo di fotterci da parte del proprietario (sempre meglio farsi bene i conti in Corsica!), siamo qui e dobbiamo aspettare le 19.30 per la partenza del nostro traghetto... Paolo si è addormentato sulla panchina stile barbone mentre io scrivo queste ultime righe. Questo posto l'ho vissuto meno del Nepal ma comunque credo di averne colto l'essenza e col tempo la distillerò. Alla prochaine!!

Di Paolo Grassero e Andrea Abbà



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