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| Corsica 2003 |
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Bastia - Aleria (Km 85)
Aleria - Golfo di Sogno (Porto Vecchio) (Km 76) Seconda tappa all'insegna del caldo insopportabile. I saliscendi ora diventano un po' più violenti ma la strada è decisamente più panoramica quando passa vicino al mare. Il caldo aumenta in violenza e, dopo aver abbandonato la superstrada alla volta di Pinarellu, io collasso, sono bollito. Lentamente con l'aiuto di Paolo arriviamo a Golfo di Sogno dove una splendida laguna ci attende per il bagno e il meritato riposo. Il paesaggio alla sera è assolutamente magnifico e rilassante. Porto Vecchio - Propriano (Km 118)
Tappa troppo devastante, vado a dormire...
Propriano - Ajaccio (Km 64) Esiste un Dio che ci ha fatto scegliere la via del mare e non quella dell'entroterra per questa tappa. Un paesaggio indescrivibile a parole, un susseguirsi di "fiordi". La strada è in pessimo stato sino a La Castagna ma vale assolutamente la pena. Salite dure ma percorribili e in poche ore siamo a riva, sullo sfondo la capitale Ajaccio, città natale di Napoleone. Oggi anche Paolo l'ha presa piano, inizia a rendersi conto che qui non è uno scherzo. Ci fermiamo a Porticcio e passiamo il pomeriggio in spiaggia; sole mare e cibo. Dopo il massacro di ieri un po' di riposo ci voleva. Ajaccio - Vivario (Km 87) La salita. Questo potrebbe essere il nome di una tappa che è partita dalla caotica capitale marittima e ci ha portati in cima al colle di Vizzavona a ben 1136 metri. In ogni viaggio che si rispetti ci vuole la pedalata in tangenziale o in autostrada. Ajaccio ha una strada a doppia corsia trafficatissima, meglio fuggire in fretta verso l'entroterra. In pochi chilometri si passa da un paesaggio marino a uno montano. Foreste e montagne rocciose quasi dolomitiche. Rocce possenti ci sovrastano sopra i 2000 metri. Vediamo persino la neve. I paesini diventano sempre più piccoli e più montani. Facciamo una tappa per mangiare un gelato che ci farà da pranzo. I tornanti sono sempre più ripidi, Paolo accusa segni di stanchezza ma saliamo bene. Il colle è conquistato in poco tempo, due foto e poi giù a folle velocità verso valle, verso il campeggio. Bel posto se non fosse per il fatto che dobbiamo ancora pedalare più tardi a bici scariche per andare a comprare viveri. Ciucca paura a birra!! ottima. Vivario - Ile Rousse (Km 97) Non ci aspettavamo tutta discesa, ma alla fine, sarà un po' per la stanchezza accumulata, un po' per il caldo, i saliscendi e quel fetente vento contrario, ma oggi abbiamo di nuovo trovato eterno. La discesa è stata molto lunga, una quarantina di chilometri a rotta di collo per arrivare di nuovo in vista del mare. Poi al primo accenno di salita ecco il vento a frenare la marcia. E di nuovo saliscendi massacrante prima nell'entroterra e poi lungo il mare. Neppure il bagno serale tra gli scogli ci ripaga della fatica, solo dopo una lauta cena, sugli scogli dell'isola tra i gabbiani che gridano ritroviamo un po' di pace. Decidiamo un taglio nel nostro giro. Siamo troppo stanchi e non possiamo tentare ancora il "dito" a Nord, si torna verso Bastia. Ile Rousse - St Flaurent (Km 50) Oggi si affronta il deserto des Agriates. Partiamo lenti dal lungomare, non abbiamo più voglia di far fatica. Il saliscendi di ieri va ripetuti sino alla deviazione per il deserto. Poi, inaspettatamente, si sale! Un nuovo passo si innalza tra i cespugli ispidi e verdissimi. Sorpassiamo uno dei tanti cicloturisti che abbiamo incontrato, risponde a stento. È fatica. Sulla vetta un panorama di roccia e cespugli. Il deserto in quanto non c'è nulla e solamente vederlo mette angoscia. La strada prosegue piatta, incontriamo italiani in macchina, ci scambiamo una foto. Poi giù in discesa di nuovo verso il mare. Il porto di St Flaurent diventa una nuova tappa. Troppo stanchi per proseguire sul colle che porta a Bastia... Un camping tenuto da toscani ci accoglie. Due parole in italiano finalmente, sto cavolo di francese non lo sopporto più. Ora guardo gli yacht nel porto e sogno. Meglio andare a dormire. St Flaurent - Bastia (Km 26)
Last day
Ultimo giorno in Corsica, vi scrivo da una panchina all'ombra (inizio ad odiare il sole). Stamattina abbiamo fatto l'ultima nuotata e poi abbiamo sbaraccato la tenda e liberato il campeggio. Dopo aver sventato il tentativo di fotterci da parte del proprietario (sempre meglio farsi bene i conti in Corsica!), siamo qui e dobbiamo aspettare le 19.30 per la partenza del nostro traghetto... Paolo si è addormentato sulla panchina stile barbone mentre io scrivo queste ultime righe. Questo posto l'ho vissuto meno del Nepal ma comunque credo di averne colto l'essenza e col tempo la distillerò.
Alla prochaine!!
Di Paolo Grassero e Andrea Abbà |
| Ermes Malvisi |