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| Emilia 1998 Di Andrea Borsa |
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Ho sempre trovato affascinante l'idea di un viaggio in bicicletta. Il ritmo è lento, il contatto con l'ambiente è diretto, tutta la strada percorsa costa fatica e quindi tutto acquista valore, tutto è più bello. Mi attira soprattutto il senso di libertà, la possibilità di scegliere la strada che più piace senza altri condizionamenti se non quelli delle proprie forze fisiche e psicologiche. Così sono partito per questa avventura con l'amico Walter. Non aspettatevi il resoconto di una impresa sportiva, è stata semplicemente una vacanza passata a pedalare, con tanti momenti duri, ma anche tanti momenti di relax. Abbiamo cercato di rimanere fuori dalle grandi città e soprattutto dalle grandi arterie stradali, preferendo i percorsi secondari che magari ti fanno fare qualche chlometro in più e qualche metro di dislivello in più, ma che permettono di pedalare tranquillamente fuori dal traffico, più vicini alla natura.
31 LUGLIO: CARNATE - PAVIA (77 Km) Prima tappa tranquilla, di avvicinamento all'Emilia, tutta pianura adatta a scaldare le gambe. A Monza incontro Walter che arriva da Bollate. Attraversiamo una Milano ancora piuttosto trafficata nonostante l'estate inoltrata, ma è uno scotto da pagare avendo deciso di rinunciare ad altri mezzi di trasporto e di percorrere ogni chilometro in bici. La zona agricola a sud di Milano è decisamente più tranquilla e la pedalata si fa piacevole. Al campeggio di Pavia la prima domanda che ci fanno è: "avete qualcosa per le zanzare?". La cosa è preoccupante e in effetti ci accorgiamo ben presto che è impossibile riposare fuori dalla tenda, anche se è ancora pieno giorno. Questa mattina alla partenza ero molto emozionato. Mi sentivo incerto, è il primo viaggio che affronto in bicicletta ed ero preoccupato di avere dimenticato qualcosa o che qualcosa potesse andare male. Questa sera invece mi sento più tranquillo, lo spirito d'avventura ha preso il sopravvento e mi sento pronto ad affrontare qualsiasi problema, l'importante è poter viaggiare liberi per questa nostra bella Italia.
1 AGOSTO: PAVIA - RIZZOLO (91 Km)
Ieri sera qualche goccia di pioggia ci aveva fatti addormentare con qualche pensiero, invece oggi c'è un sole splendido, l'aria è limpida e non c'è l'ombra di una nuvola. Sono stanco ma felice. La tappa è stata più dura di quello che sembrava dalla cartina. Abbastanza piatta fino a Gragnano, poi sono iniziate delle salite piuttosto impegnative. In particolare è stato duro tra Rivergaro e Ponte d'Olio, ma è anche stato il pezzo più bello.
2 AGOSTO: RIZZOLO - PESSOLA (73 Km) Oggi è stata molto dura, sia per le salite che per il caldo. Prima di questo viaggio non avevamo mai pedalato con la bici carica ed in effetti bisogna dire che appena la strada inizia a salire i chili in eccesso si sentono parecchio. Ci vogliono rapporti agili, la velocità è sempre bassissima e ci si impiega una vita per arrivare a scollinare. D'altronde, fretta non ne abbiamo. Considerando che la strada è ancora lunga, è inutile cercare di forzare i tempi, meglio prendere il proprio passo tranquillo ed evitare di chiedersi continuamente quanto manca. Bisogna pensare di arrivare alla curva che si vede più avanti, poi alla curva successiva e alla successiva ancora. In questo modo si costruisce la salita metro per metro senza crearsi l'ossessione del punto d'arrivo. E poi c'è sempre lo splendido panorama che aiuta ad alleviare la fatica.
4 AGOSTO: PESSOLA - BERCETO (40 Km)
5 AGOSTO: BERCETO - CERVAREZZA (74 Km)
Tappa veramente dura. Un saliscendi continuo, con pendenze anche elevate. Con tutti i |