Al ritorno dalla traversata dell'Alaska nel mio "deserto bianco" la stanchezza per quell'enorme sforzo si faceva sentire pesantemente, ma al rientro in Italia, la proposta avventura, che avevo lanciato dal mio sito (www.mauriziodoro.it), di passare una settimana in Marocco nella Draa Valley aveva preso corpo ed un gruppo di 15 bikers era trepidante e mi aspettava per accompagnarli in questa avventura.
Mi sentivo rinvigorito ed entusiasta, ritornare in una nuova zona desertica fino a Tinfu alle prime dune al limite del deserto del Sahara con la MTB, assieme ad appassionati viaggiatori di tutta Italia che potevo conoscere e con cui potevo scambiare pensieri e motivazioni di viaggi mi dava ancora una grande energia e sapore all'esistenza.
La partenza era per il 28 aprile fino al 5 maggio.
L'amico Rachid mi ha preparato tutta la logistica in Marocco e mi stava aspettando con le 3 jeep che ci avrebbero caricato tutti noi, bagagli e bici nei trasferimenti e ci avrebbero seguiti per tutto il viaggio dandoci grande sicurezza e un punto di appoggio fondamentale per la nostra tranquillità.
La settimana è volata troppo velocemente, ma è inevitabile quando in un gruppo si creano delle vibrazioni importanti e ricche di umanità ed è per questo che voglio ringraziare tutti gli amici del gruppo con un caloroso abbraccio.
Un nuovo tours verrà proposto dal 27 ottobre al 3 novembre 2002 ed esploreremo le gole del Dades e la valle di Todra.
Sul mio sito si possono trovare le varie proposte e tante altre avventure estreme
www.mauriziodoro.it
telefono 0464 514033)
IMPRESSIONI DI VIAGGIO
di Michele e Monica (2 bikers protagonisti in questo tours)
Da qualche tempo cercavamo un viaggio un po' anche "avventura", pur consapevoli di non poterci cimentare, così di punto in bianco, in esplorazioni od altre imprese troppo tecniche o troppo impegnative.
Però, la nostra curiosità di vivere un viaggio, attraversare dei luoghi, vedere la vita della gente locale da un punto di vista meno comodo e senza dover rispettare una stretta pianificazione da "terzo millennio" era ed è molto forte, così come la voglia di impiegare anche una certa fatica fisica per raggiungere le varie tappe del percorso.
Con questo spirito, e con il complice desiderio di visitare un Paese geograficamente e umanamente molto vario e colorato, ci siamo avvicinati alla proposta di Maurizio per il tour nella Draa Valley in Marocco.
Direi che a cominciare dalle prime attività svolte dall'arrivo a Marrakech, -ritiro bagagli, assemblaggio biciclette, etc.- e fino all'ultimo giorno -che ci ha visto compiere le stesse operazioni in senso inverso-, i nostri desideri sono stati sostanzialmente tradotti nella realtà.
Con gradualità, e senza la fretta ed i ritmi tipici di un viaggio "a pacchetto", abbiamo praticamente attraversato una parte di questo grande Paese, e lo abbiamo fatto, a nostro avviso, da un punto di vista e d'osservazione del tutto privilegiato: la bicicletta.
Questo mezzo, con la velocità di progressione personalizzabile, l'assenza di "filtri" e di troppe comodità per sensi e percezioni, permette, a chi ha queste curiosità, di apprezzare "dal vivo" ogni evento immersi nell'ambiente circostante.
Siamo passati da paesaggi di montagna, severi e maestosi, segnati solo in modo limitato da una "faticosa" presenza dell'uomo, alle oasi e piccoli terreni verdi e rigogliosi, circondati dal giallo e dal secco, fino alle dune del deserto, che l'ultima notte ci hanno regalato una "mini" tempesta di sabbia (al risveglio eravamo ricoperti da una densa spolverata), e la mattina si è prospettato davanti a noi nella sua vastità.
Le soste, i bivacchi ed i pernottamenti sono stati le essenziali comodità per lo spirito ed il corpo, i piacevoli momenti per chiacchierare e conoscere le persone del gruppo, assaporare ancora di più l'ambiente. Molte volte, le nostre MTB ed i colorati abbigliamenti hanno attirato la curiosità della gente locale, che ci osservava e avvicinava con sorpresa.
La "personale contropartita" che ognuno di noi ha investito in Marocco per assaporare queste sensazioni è stata del tutto adeguata: sane pedalate all'aperto, una buona dose di sforzo fisico ed un briciolo di adattamento.
Lo spirito di aggregazione e la cordialità di ognuno dei Partecipanti hanno reso migliore sia il paesaggio che il clima generale del viaggio.
Sicuramente è un'esperienza che meglio si rivela a chi parte già da casa con il reale desiderio di conoscere Paesi, genti e costumi diversi dai propri, ed accetta con un sorriso la fatica di conquistare con le proprie risorse le cose più semplici, ma più vere.
La ricompensa, però, è assicurata.
Credo che queste poche parole e le foto che verranno esposte riescano solo in parte a fornire una adeguata rappresentazione degli scenari e delle sensazioni che abbiamo vissuto.
E, per concludere, un'ultima pennellata che ben delinea la corrispondenza che solo di rado sorge tra "paesaggi dell'anima" e scenari materiali: esiste un luogo emblematico, tra le aspre montagne dell'Atlante, in cui la terra ha assunto la conformazione di "un occhio e di un cuore" tra loro accostati ..... .
Quali simboli migliori per leggere il nostro viaggio ?
Un plauso va all'organizzazione ed agli autisti delle jeep di supporto, che hanno egregiamente e sempre pazientemente svolto il compito di assistere questi 16 Bikers durante l'intera traversata.
Un cordiale saluto a tutti compagni di avventura.
Michele e Monica