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Itinerario in Sardegna

Di Paolo Adamoli (Home Page)

Avevo pochissimi giorni di tempo, attorno a Capodanno; in Valtellina c'era molto freddo e ogni uscita in bicicletta era a rischio di polmonite. L'idea mi è venuta visitando il sito Sardinia by bike. Ho caricato la bicicletta sul treno e qualche ora dopo, a Genova, sull'arrugginito traghetto della Tirrenia.

foto Al mattino sono sbarcato ad Olbia suscitando, non lo nego, un certo stupore. Ho passato la giornata a pedalare fra Golfo Aranci e Porto Rotondo e a chiedermi come sia stato possibile impunemente deturpare una delle coste più belle del Mediterraneo con costruzioni in ogni recesso della costa e che non rispettano neppure le scogliere.

Ho fatto la pace con la Sardegna nella Trattoria Rossi di Pittulongu, dopo un acquazzone biblico. Mentre mi rilassavo con gli spaghetti alla bottarga il titolare, scoperto che ero in bicicletta, me l'ha portata dentro il ristorante perchè non si bagnasse.

La mattina dopo, verso le sei, ho caricato armi e bagagli sul treno e sono partito alla volta di Oristano. La ferrovia dorsale sarda merita di essere conosciuta perchè passa per luoghi diversi dalla statale. Prima delle dieci del mattino sono giunto alla meta. Con soli tre giorni a disposizione ho deciso un giro sulla penisola del Sinis, una visita alla Pinacoteca di Cagliari e un itinerario artistico nel Campidano.

Ero venuto in Sardegna soprattutto per scoprire i retabli, le grandi pale d'altare dipinte nel '500, sotto l'influsso dei maestri catalani. Questo è stato certamente il pezzo forte della vacanza. Sono partito in treno da Oristano e ho raggiunto la stazione di Uras. Da qui, dopo circa dieci chilometri lungo la statale Carlo Felice, ho girato a sinistra in direzione di Gosnnostramatza. Dentro la chiesa parrocchiale ho fatto l'emozionante incontro con il primo dei retabli, il Polittico del 1501 attribuito a Lorenzo Cavaro. Dal paese, dopo aver forato sotto un acquazzone (ho scoperto che da qualche anno durante gli acquazzoni le camere d'aria divengono molto vulnerabili) ho iniziato la salita verso la Giara di Siddi.
Le giare sono degli altopiani roccaforti della pastorizia e di cani feroci e noiosi. Io sono stato inseguito per alcuni chilometri da due di questi, fortuna tamente abbastanza stupidi da dimenticarsi a tratti di me per azzuffarsi fra loro.
Dalla cima della Giara di Siddi sono sceso con gran consolazione, anche perchè il tempo era migliorato, verso Lunamatrona. All'interno della chiesa parrocchiale ho trovato un altro retablo. Il capolavoro, il grande retablo, considerato il più imponente e importante fra quelli dipinti da Pietro Cavaro, mi aspettava pochi chilometri a valle, a Villamar.
Da Villamar sono sceso a Furtei, a Sanluri e a S.Gavino Monreale, dove, risalito sul treno, sono ritornato a Oristano dopo questa pedalata di circa sessanta chilometri.