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Avevo
pochissimi giorni di tempo, attorno a Capodanno; in
Valtellina c'era molto freddo e ogni uscita in bicicletta
era a rischio di polmonite. L'idea mi è venuta visitando
il sito Sardinia
by bike. Ho caricato la bicicletta sul
treno e qualche ora dopo, a Genova, sull'arrugginito
traghetto della Tirrenia.
Al mattino sono sbarcato ad
Olbia suscitando, non lo nego, un certo stupore. Ho
passato la giornata a pedalare fra Golfo Aranci e Porto
Rotondo e a chiedermi come sia stato possibile
impunemente deturpare una delle coste più belle del
Mediterraneo con costruzioni in ogni recesso della costa
e che non rispettano neppure le scogliere.
Ho fatto la pace con la Sardegna nella Trattoria Rossi di Pittulongu,
dopo un acquazzone biblico. Mentre mi rilassavo con gli
spaghetti alla bottarga il titolare, scoperto che ero in
bicicletta, me l'ha portata dentro il ristorante perchè
non si bagnasse.
La mattina dopo, verso le sei, ho
caricato armi e bagagli sul treno e sono partito alla
volta di Oristano. La ferrovia dorsale sarda merita di
essere conosciuta perchè passa per luoghi diversi dalla
statale. Prima delle dieci del mattino sono giunto alla
meta. Con soli tre giorni a disposizione ho deciso un
giro sulla penisola del Sinis, una visita alla Pinacoteca
di Cagliari e un itinerario artistico nel Campidano.
Ero
venuto in Sardegna soprattutto per scoprire i retabli, le
grandi pale d'altare dipinte nel '500, sotto l'influsso
dei maestri catalani. Questo è stato certamente il pezzo
forte della vacanza. Sono partito in treno da Oristano e
ho raggiunto la stazione di Uras. Da qui, dopo circa
dieci chilometri lungo la statale Carlo Felice, ho girato
a sinistra in direzione di Gosnnostramatza. Dentro la
chiesa parrocchiale ho fatto l'emozionante incontro con
il primo dei retabli, il Polittico del 1501 attribuito a
Lorenzo Cavaro. Dal paese, dopo aver forato sotto un
acquazzone (ho scoperto che da qualche anno durante gli
acquazzoni le camere d'aria divengono molto vulnerabili)
ho iniziato la salita verso la Giara di Siddi.
Le giare
sono degli altopiani roccaforti della pastorizia e di
cani feroci e noiosi. Io sono stato inseguito per alcuni
chilometri da due di questi, fortuna tamente abbastanza
stupidi da dimenticarsi a tratti di me per azzuffarsi fra
loro.
Dalla cima della Giara di Siddi sono sceso con gran
consolazione, anche perchè il tempo era migliorato,
verso Lunamatrona. All'interno della chiesa parrocchiale
ho trovato un altro retablo. Il capolavoro, il grande
retablo, considerato il più imponente e importante fra
quelli dipinti da Pietro Cavaro, mi aspettava pochi
chilometri a valle, a Villamar.
Da Villamar sono sceso a
Furtei, a Sanluri e a S.Gavino Monreale, dove, risalito
sul treno, sono ritornato a Oristano dopo questa pedalata
di circa sessanta chilometri.