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Quali sono i motivi, che ci hanno indirizzato verso la nostra prima esperienza cicloturistica a lungo raggio? Vediamo.....
Abbiamo 10 giorni di ferie che vogliamo sfruttare al meglio, compiendo un viaggio in un paese non troppo caldo (data la stagione), raggiungibile in poco tempo e soprattutto pregno di nuove emozioni, al di fuori dei soliti schemi vacanzieri.
Oltre a questo, c'è la passione per la bici nata un anno fa e ben coltivata.
Allora buttiamoci in questa nuova avventura, nella totale libertà, divertiamoci facendo lavorare il nostro corpo, che si mantiene in forma assaporando e godendo di meravigliosi paesaggi all'aria aperta.
La Scozia, paese anglosassone ma affatto "freddo", con le sue distese di verdi colline non molto alte, i laghi contornati da suggestivi manieri, il suono delle cornamuse e le leggende.
Scegliamo una piccola zona del nord, in base alle nostre possibilità di pedalata che, senza dover ripercorrere le stesse strade, ci permetta di effettuare un bell'itinerario che ci riporti al punto di partenza. Ovviamente la zona deve essere la più selvaggia e desolata possibile. Natura al massimo!
Niente di meglio delle Highland.
Il progetto è semplice: si va in aereo ad Edimburgo, proseguiamo in treno sino ad Inverness e da qui si parte in bici.
Tramite Internet, recuperiamo il materiale informativo, che integriamo con una pressoché inutile guida pocket, molto generica.
Le bici sono due MTB poco costose ma alle quali siamo molto affezionati, Ermes porta il bagaglio più pesante, un set di tre borsoni sul portapacchi posteriore con sacchi a pelo e oggetti personali. Anteriormente, sul manubrio, una borsa rigida.
La mia, monta due borse più piccole e la tenda. Anteriormente un marsupio. Il bagaglio più ingombrante è costituito dall'abbigliamento antipioggia, dato che bisogna assolutamente evitare di bagnarsi (come si asciuga la roba poi?).
In realtà, abbiamo scoperto che è meglio vestire con abiti leggeri che asciugano in fretta.
Essendo luglio non fa molto freddo (contrariamente a quanto si pensava in partenza) e ci si può permettere di viaggiare con i calzoncini corti da bici, maglietta e k-way (che serve solo per fermare un po' l'aria, inutile per l'acqua, tanto comunque sudi e ti bagni ugualmente).
Venerdì 11/7/97
Partiamo la mattina presto, da Orio al Serio (Bergamo), dove imbarchiamo le bici senza problemi, imballate, se così si può dire, in due semplici sacche di iuta molto casalinghe ma altrettanto comode.
Arriviamo ad Edimburgo in orario, la temperatura è buona, fa caldino, anzi è anche un po' afoso. Ritiriamo le bici e le rimontiamo. Finalmente si parte e gioiamo per la presenza di una pista ciclabile che dall'aeroporto conduce in centro città. L'impatto con il traffico è terribile, la guida a sinistra!
Non ci capiamo niente ma per fortuna gli inglesi sono molto disciplinati, anche al volante...Cerchiamo subito un alloggiamento per la notte, e faticosamente troviamo un Bed & Breakfast, caro e poco pulito, in zona Gilmore Place.
Oggi visitiamo il centro città, trovandolo molto caratteristico con i suonatori di cornamusa in Kilt, ad ogni angolo di strada (attrazioni prettamente turistiche), i bus a due piani, le cabine telefoniche tipiche ed i taxi rigorosamente neri ed in stile inglese, i pub dove già nel primo pomeriggio si beve birra. Mangiare e bere è (per le nostre tasche) molto caro!
Sabato 12/7/97
Ci rechiamo alla stazione la mattina presto con la speranza di partire subito per Inverness e qui abbiamo un'amara sorpresa. Il treno per quelle località così remote è costituito da una coppia di carrozze e, ogni due carrozze, è presente lo spazio per una bici.
Ovviamente per le nostre il posto non c'è. Rapidamente pensiamo a cosa fare...
Il primo treno disponibile con trasporto assicurato delle bici, sarebbe fra due giorni, di conseguenza, resterebbe poco tempo per compiere il giro previsto ed avremmo comunque gli stessi problemi per il rientro.
Addio Inverness! Partiamo per Glasgow, decidendo per un itinerario alternativo, scegliamo la costa occidentale. Raggiungiamo in giornata la cittadina di Oban.
Il tragitto in treno è molto suggestivo, un viaggio bellissimo di tre ore che ci porta attraverso i verdi paesaggi delle colline scozzesi. Arriviamo in serata, cerchiamo un campeggio che troviamo facilmente a tre chilometri dal paese. 7 sterline sono più che accettabili.
Domenica 13/7/97 Finalmente, dopo aver traghettato per Mull (e dopo aver prenotato il treno per il ritorno a Edimburgo, senza sorprese!), si parte in bici, ormai siamo nel primo pomeriggio. La pioggia ci battezza subito dopo aver visitato il castello di Duart, vicino al porto di arrivo.
Partiamo comunque per il sud dell'isola e ci spariamo circa 36 km. quasi tutti in salita e al freddo, il paesaggio è molto bello e selvaggio. Poi scendiamo in un posto sperduto dove (per nostra gran fortuna) c'è solo un piccolo hotel con annesso bar e a fianco un negozietto "tuttofare" compreso l'ufficio postale, ed una casetta con B.& B.
Insomma queste tre costruzioni sono il paese (che la cartina appella: Pennyghael)!
Nel B.&B. c'è posto, ci fermiamo (ormai sono le sei di sera) e ci troviamo molto bene. Costo 32 sterline. Finalmente esce il sole.
Lunedì 14/7/97
Il tempo è mediocre, nuvoloni e qualche raggio di sole. Ci accontentiamo godendo dei suddetti raggi finché durano!
Ripercorriamo un breva tratto a ritroso, e inerpicandoci, attraversiamo l'isola nella sua parte occidentale. Arriviamo alla piccola località di Balnahard e da qui verso Salen costeggiamo il Loch na Keal.
Salen si affaccia sul Sound of Mull e una discesa ci conduce a Tobermory, paesino molto bello con case colorate sulla baia. Sono le tre del pomeriggio e dobbiamo attendere circa tre ore per traghettare verso Kilchoan, la piccola località a sud ovest delle Highlands, posta sulla penisoletta di Ardnamurchan.
Il mezzo di trasporto è una piccola barca con sei posti auto. Al porto di arrivo è tutto molto desolato. Ripartiamo subito, in salita attraverso una collina, inizia a piovere.
Arriviamo finalmente sul mare, dove ci attende una bella casetta con B. & B. ancora più sperduta di quella incontrata ieri. In compenso, la stanza è molto accogliente, e fuori la vista sul mare è stupenda.
Ci fermiamo molto volentieri visto che piove di brutto e siamo fradici. Ormai è sera e abbiamo già percorso 70 Km. Fortunatamente abbiamo fatto un po' di spesa prima di "traghettare" e possiamo cenare in camera. E' sempre meglio avere un po' di scorta di cibo, viste le distanze fra un paese e l'altro!
Martedì 15/7/97
Ci svegliamo con la pioggia, partiamo sotto l'acqua e viaggiamo tutto il giorno perseguitati da questo elemento, per circa 90 Km. La tappa prevista alla partenza era di sessanta chilometri, infatti, gli ultimi trenta ce li spariamo per trovare un alloggio.
La prima parte dell'itinerario si svolge attraverso i continui saliscendi delle colline e i sottoboschi del Moidart fino a Lochailort, ma il grigiore, causato dal brutto tempo, non ci permette di apprezzarne i colori, la vista è limitatissima!
Da qui deviamo verso est per Fort William, che è l'unico paese, con dimensioni tali da garantirci un alloggiamento per la notte. E' ormai sera, arriviamo a una piccola località nei pressi di Fort William e troviamo molte possibilità per dormire (finalmente!) tra le quali un B.&B. economico (30 sterline) ma confortevole e, per nostra fortuna, un market aperto per acquistare un po' di cibarie (la scorta l'abbiamo esaurita). Ceniamo in camera. E' dura trovare locali per cenare dopo le otto di sera!
Mercoledì 16/7/97
Continua a piovere, ma noi non demordiamo (anche perché non abbiamo alternativa!). Arriviamo in fretta a Fort William e proseguiamo in direzione sud, lungo il Loch Linnhe, in breve giungiamo a Inchre dove, con una sottospecie di traghetto, attraversiamo il lago e a Corran ci dirigiamo verso la penisola di Kingairloch.
Il tragitto è meraviglioso: luoghi desolati, verdi, con tante pecore, pecore e solo pecore. I luoghi sono suggestivi, la vera Scozia è davanti a noi.
Veniamo anche premiati da qualche raggio di sole e la luce che si crea, i colori sono fantastici. Dopo questa bella strada costiera, giungiamo ad un piccolo paese (Camasnacroise) costituito di una casa e una chiesa.
Abbiamo pedalato per 61 Km. dei quali, parecchi, fatti perlustrando la zona e valutando le possibilità di trovare un alloggio caldo e del cibo.
Salite e discese Salite e discese....inutili, dato che i dintorni sono proprio desolati e al primo paese un po' grandino manca parecchia strada. Inoltre ricomincia a piovere!
Decidiamo quindi di fermarci e montare la tenda, proprio vicino alle due costruzioni, sulla riva del mare.
Ci chiudiamo in tenda e ceniamo con gli avanzi del giorno prima. La stanchezza ci permette di dormire e non sentiamo freddo, anche se è molto umido.
Giovedì 17/7/97
Ci alziamo presto e velocemente smontiamo il campo e carichiamo le bici, finiamo gli ultimi due biscotti e con tanta voglia di qualcosa di caldo da bere, partiamo. Non vorrei ripetermi ma, ebbene si, piove!
Arriviamo a Lochaline affamati e assetati, ma non c'è neanche l'ombra di un bar, proseguiamo e giungendo al porto, meraviglia... troviamo un baracchino che vende caffè e panini! Nell'attesa del traghetto per tornare su Mull, esplode il sole.
Si tratta sempre di porticcioli molto piccoli e i traghetti sono barche poco capienti, i mezzi che caricano sono pochi.
Ormai è pomeriggio quando approdiamo a un altrettanto piccolo porto desolato, e poco dopo arriviamo a Craignure dove traghettiamo per Oban. I 40 Km. di oggi sono stati poco faticosi.
Alloggiamo in un confortevole B.&B. e passeggiando in paese ci fiondiamo in un ristorante per un pelo, poiché alle otto non accetta più clienti. La cucina chiude!
Venerdì 18/7/97
Mai avremmo pensato di poter godere di una giornata come quella odierna, con cielo blu e sole caldo, neanche l'ombra di una nuvola. Beh ce la siamo meritata no?
Lasciamo i bagagli in camera poiché staremo qui anche stanotte, e a bici scariche (ti sembra di volare!) facciamo un giro bellissimo nei dintorni di Oban di circa 90 Km. Restando all'interno della penisola costeggiamo il Loch Awe a ovest, deviando poi per Kilmelford passiamo dal lago Avich.
Rientriamo verso sera a Oban lungo la più grande A 816.
Sabato 19/7/97
Giornata di rientro a Edimburgo lungo lo stesso tragitto dell'andata, via Glasgow.
A Edimburgo riusciamo a trovare una zona di B.&B. abbastanza economici e vicina al centro, che si raggiunge a piedi.
Per i nostri gusti qui si mangia proprio male ed è caro, inoltre i piatti sono miseri e poco saporiti. L'alternativa sono i ristoranti stranieri (quelli italiani sono parecchi ma estremamente cari), che sono poi quelli che restano aperti anche dopo le nove di sera, oltre ai pub.
Domenica 20/7/97 - Lunedì 21/7/97
Sfruttiamo la giornata per girarci la città, che è molto bella ed accogliente. C'è il sole e fa caldo. La gente gioca a golf nel parco del bellissimo castello che domina il centro. Prepariamo i bagagli e il giorno successivo rientriamo in aeroporto in bici, le smontiamo facciamo il check-in e via .. si vola in Italia.
L'esperienza è stata veramente bella, a parte il maltempo. La Scozia, o meglio, quella piccola parte di Scozia della quale abbiamo potuto godere, ci è piaciuta molto. Il viaggio in bici è stato positivo, gratificante, BELLO! Da ripetere!!
| Ermes Malvisi |