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VIAGGIO IN SOLITARIA FRA LE ALPI



Riccardo Maffeis.


Agosto 2005: 490 Km in 5 giorni in bicicletta tra la Valcamonica- Val di sole- Val di Non- Alto Adige- Austria (Tirolo)- Alto Adige- Valtellina

  • Ai primi di agosto ho deciso di cimentarmi in “un’impresa” cicloturistica tra le alpi a cavallo fra Lombardia, Trentino A.A. e Austria. Rispolverata quindi la mia vecchia ma fidata mountain bike, già fedele compagna in passato di “imprese” simili ed applicatole portapacchi, borsoni vari, tenda e sacco a pelo mi accingo a partire da Clusone per il mio viaggio, un po’ timoroso a causa del mio scarsissimo allenamento di quest’anno (meno di 400 km percorsi da inizio anno…….). Ben poca cosa lo so, ma la voglia di partire è forte…
1° tappa: Clusone- Temù , 92 Km.
Ore 6,45: si parte! La giornata è bella e fa freschino; le gambe girano abbastanza bene e dopo una sosta arrivo a Edolo, in alta Valcamonica. 75 Km percorsi, una meritata sosta per un paio di panini e riparto per i restanti 20 km abbastanza impegnativi alla volta di Temù (1200mt). Raggiungo il campeggio, con vista sul ghiacciaio dell’Adamello, verso le 13,00 ed ho tutto il giorno per riposare.

2° tappa: Temù- Lana (vicino Merano) 110 Km.
Sveglia alle 6 dopo una magra dormita, rapida colazione al bar ed alle 7 parto per una tappa abbastanza impegnativa. Affronto il passo del Tonale (circa 1900mt) con discreta scioltezza, alle 8,30 scollino e mi lancio nella discesa e nel successivo, interminabile, fondovalle. Sosta alle 11,30 per uno spuntino a Revò e poi affronto i continui saliscendi spaccagambe della Val di Non, fra interminabili piantagioni di mele, fino a giungere a Fondo, dove comincia la salita al passo Palade (1550mt), una salita non impossibile, ma che con i suoi 15 km è piuttosto lunga ed i km precedentemente percorsi contribuiscono a farla diventare durissima!!! Lo scollinamento è una liberazione e la fatica si fa sentire, ma in fondo alla discesa la beffa: il campeggio è sito in una frazione di Lana (Foiana), raggiungibile dopo 2 km di salita al 10%...Superato anche l’ultimo ostacolo ecco l’agognato campeggio! Bagno in piscina, il tempo cambia ed ecco la pioggia ad accompagnare il meritato riposo notturno.

3° tappa: Lana- Zwieselstein (Austria) 88 Km
Mi sveglio alle 7 e il tempo è discreto (ma la sorpresa arriverà alla fine…ahimè!). Partenza alle 8 in direzione Merano dove mi fermo a fare colazione a base di struedel (mega fetta…!) e risalgo la val Passiria, sempre tra le immancabili mele, in direzione S.Leonardo in Passiria (680mt) dove parte la strada verso il passo del Rombo o Timmelsjoch in tedesco che con i suoi quasi 30km di salita e i 2500mt di quota fa paura…Mi faccio coraggio ed inizio la salita alle 10,45. I primi km sono abbordabili, ma in prossimità dell’abitato di Moso in Passiria la strada si inerpica con una serie di rampe durissime, in poche parole una sofferenza. Giunge provvidenziale un chiosco (no,non è un miraggio!!!) in cui mi rifocillo a base di panini con speck e coca cola e recuperato un po’ di morale riparto per i soli (sic!) 15 km che restano allo scollinamento…Affronto un tratto di pianura (circa 4-5 km) che permettono un po’ di recupero ma sullo sfondo si vede la strada degli ultimi 9 km inerpicarsi sul fianco della montagna (vette oltre i 3000mt) e poi sparire tra la nebbia…Le premesse non sono buone ed infatti la salita si fa implacabile, un calvario, inizia a piovigginare, ed in prossimità del passo, all’uscita di una galleria di 500mt non illuminata, ecco la pioggia, battente, mista a grandine… Copro l’ultimo km fino al passo,sono le 15, mi riparo sotto il tetto dell’ex dogana sperando in un miglioramento, che non arriverà…! Si alza il vento e il freddo si fa pungente. Rassegnato inizio la discesa (avete presente l’uomo di Similaun?) e dopo una decina di km nella valle austriaca dell’Oetz, ormai ibernato trovo rifugio in una graziosa Gasthof a Zwieselstein (1450mt), una frazione di Solden. Ci rimarrò due giorni a causa del maltempo incessante accompagnato da temperature sotto i 10°C. Ad ogni modo sono stato trattato veramente con i guanti.

4° tappa: Zwieselstein- Prato allo Stelvio 146 Km
Finalmente il tempo migliora e, dopo una abbondante colazione, alle 9 riparto alla volta di Oetz, nel fondovalle, proseguo per Arzl e poi per Walls dove inizia una strada veramente bellissima, all’interno di un parco naturale con traffico inesistente ed immersa in una pineta, che porta a Piller (quasi tutta in salita…) e poi giù fino a Pruz con una discesa (meno male!!) ripidissima. Qui si prende la statale che porta al passo di Resia,(piuttosto trafficata meglio attraversare i vari paesini) e dopo 35 Km interminabili in leggera ma inesorabile salita si ritorna in Italia, appunto attraverso il passo di Resia(1550mt). Costeggio tutto il lago artificiale, molto bello, scendo la valle Venosta fino a Glorenza (paese medioevale davvero interessante) e finalmente arrivo a Prato allo Stelvio (950mt)! Sono le 17.30, trovo il campeggio e dopo un’abbondante cena mi godo il meritato riposo, con il pensiero a domani… allo Stelvio…

5° tappa: Prato allo Stelvio- Bormio
La mattina mi sveglio abbastanza indolenzito, ma il tempo è splendido ed il morale abbastanza alto, anche se lo Stelvio dalla parte altoatesina è una salita che non perdona…26 km fino agli oltre 2700 mt di quota del passo alpino più alto d’Europa. L’inizio è buono e mi sento piuttosto bene. L’aria è fresca, l’ideale per una pedalata. Risalgo la valle sino a Gomagoi e poi Trafoi ed è da qui che le cose si fanno serie…Una serie di tornanti con rampe durissime, ma lo scenario con il ghiacciaio del gruppo dell’Ortles che domina la valle è impagabile. Un paio di brevi soste sono inevitabili e provvidenziale è l’arrivo ad un albergo in cui ci si può ristorare e vedere il passo ma soprattutto tutti gli ultimi 7 km di tornanti che si inerpicano sul fianco della montagna. La pendenza è costante e non c’è più un metro per tirare il fiato. Ormai salgo solo con la forza di volontà ed anche grazie a qualche parola di incitamento da parte di automobilisti e ciclisti “leggeri” che ti spronano a non mollare arrivo finalmente al valico. Una soddisfazione incredibile, aver scalato lo Stelvio dalla parte più dura con la bici carica! Mi mangio 2 panini con la salsiccia (mai così buoni!) una coca e giù verso Bormio dove c’era una macchina ad attendermi, stanco sì, ma felice.

    Riccardo Maffeis.



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