Cinque giorni, 330 chilometri, 66 chilometri al giorno di media e 4 ore al giorno (effettive) di pedalata.
Qualcuno sorridera' leggendo questi dati, per qualcun altro saranno un limite facilmente raggiungibile, ad altri magari non e' mai successo di cavalcare la
propria bici per piu' giorni consecutivi………
…… per me e' stata "semplicemente" una delle piu' belle esperienze, vissuta a cavallo del mezzo di trasporto che preferisco; la Mountain Bike.
Un raid organizzato in pochi giorni dopo piu' di un anno di ipotesi e discussioni sul quando, dove, come e perché. Un raid pensato prendendo spunto da
articoli e consigli vari trovati su internet e su qualche rivista del settore. Un raid sognato in 5/6 persone ed effettuato in due, io (Danilo) e Marco.
Sabato 21 Aprile 2001, appuntamento ore 9:30 alla stazione Termini.
Ore 9:00, sistemo i due borsoni posteriori, monto la borsetta sul manubrio, scorro mentalmente tutto quello che ho infilato nelle borse per capire se ho dimenticato qualcosa, faccio i
saluti di rito e parto da casa in bici. Penso immediatamente, sentendo la differenza di
peso, a quanto mi fara' soffrire questo carico sulle salite dell’Appennino. Un quarto d’ora e sono alla stazione, incrocio Marco all’imbocco della
galleria, il sabato la metropolitana non trasporta le bici (non lo sapevamo) e lui si e' gia' fatto diversi km venendo dall’EUR. E’ gia' sudato ma e' comunque
raggiante.
Carichiamo le bici sul treno per Tarquinia, partenza puntuale alle 10:12, il tempo prospettato da tutti i bollettini meteo fa accapponare la pelle, sono previsti
temporali su tutta la penisola, freddo glaciale e neve oltre i 700 mt. durante tutto il week-end.
Ma nonostante questo non abbiamo mai avuto il minimo dubbio, avevamo deciso di partire ed eccoci qui, sul treno per Tarquinia, seduti uno di fronte all'altro, nervosi come due bambini
alla loro prima gita scolastica.
Arriviamo alla stazione di Tarquinia alle 11:40, tra la preparazione e una piccola deviazione verso il mare giungiamo a Tarquinia paese (139 s.l.m.) alle 12:15. Abbiamo deciso
di adottare Tarquinia come punto di partenza e quindi attiviamo qui tutti i nostri crono-qualcosa, un paio di foto sulla piazza principale e a mezzogiorno e mezzo inizia la nostra
prima scommessa cicloturistica "Il Coast To Coast".
Malgrado tutte le previsioni negative il sole, e rare, fugaci nubi (spesso anche gradite), accompagnano tutta la prima tappa. Il dislivello non e' proibitivo e
procediamo senza grande fatica godendo appieno dei panorami, dei colori ma soprattutto degli odori offerti dalla natura in questo periodo, provo una strana sensazione nel pensare a
quello che sto' facendo, mi sento gia' lontano dal mio mondo, dalle mie abitudini (e c’e' anche una punta di nostalgia per le persone care), eppure sono solo poche ore che mi
trovo fuori da casa. Mi sento pero' gia' completamente immerso in tutto questo e devo dire che lo trovo "meraviglioso".
Procediamo verso Tuscania, la scelta di deviare per una strada semi-asfaltata ci fa immediatamente assaporare la bellezza di poter rielaborare e gestire a nostro piacimento il
percorso senza vincoli di tempo. Arriviamo a Tuscania (166 s.l.m.), facciamo un rapido giro nel centro storico e ripartiamo alla volta di Viterbo, dove arriviamo sotto un sole
splendente.
Il centro storico medioevale di Viterbo merita sicuramente una visita, ci autoscattiamo qualche foto sulla scalinata del 'Palazzo dei Papi', compriamo e mangiamo un po’ di
frutta e, dopo un breve riposo, ripartiamo per l’ultimo sforzo della giornata.
Risaliamo un po’ fino a Bagnaia (441 s.l.m.) per poi ridiscendere fino a Bomarzo (263 s.l.m.) dove arriviamo alle 18:20, abbastanza stanchi ma altrettanto
soddisfatti; il tempo e' stato clemente, le gambe hanno retto piuttosto bene e le impressioni sono fortemente positive per ambedue. Ora ci aspetta una bella doccia e un'abbondante
cena per reintegrare le forze.
- Prima tappa, Tarquinia-Bomarzo
Km percorsi: 72,560
Tempo pedalato: 4:05
Media km/h 17,7
Domenica 22 Aprile, la sveglia suona alle 7:00. Durante la notte un rumoroso temporale ci ha tenuti un po’ sulle spine ma la mattina, al nostro
risveglio, l’unica cosa preoccupante sembra essere una fitta nebbia che circonda l’agriturismo.
Scatto una bella foto dalla finestra della stanza, Bomarzo sembra sospeso nel vuoto. Mentre ci prepariamo per la partenza uno strano tipo viene fuori dalla sua stanza (pigiama,
ciabatte
e giaccone), gli prestiamo un cacciavite e lui, per ringraziarci,
guarisce, con un massaggio, un nervo infiammato di Marco (un santone?). Partiamo e dopo un paio di tornanti in discesa, la nebbia scompare, adesso siamo piu' tranquilli, la discesa e'
piuttosto veloce e finisce altrettanto velocemente ad Attigliano, risaliamo lentamente e con un po’ di fatica verso Giove (292 s.l.m.) , dopodiché
attraversiamo un bell’altopiano e una serie di saliscendi che ci portano ad Amelia (406 s.l.m.). Il paese e' molto carino, raggiungiamo il punto piu' alto dove, per la
celebrazione di un matrimonio, assistiamo ad una specie di festa patronale con tanto di tamburini e sbandieratori. Dopo una breve pausa e le solite foto siamo di nuovo in sella
diretti verso Terni (50 s.l.m.), ora la strada tende a scendere e ne approfittiamo per far riposare un po’ le gambe.
Pedalando tranquillamente arriviamo presto a Terni dove ci aspettano le nostre compagne (hanno deciso di venire a controllare il nostro stato di salute!!).
La seconda tappa e' stata, tutto sommato, molto tranquilla (anche in previsione di quello che ci aspetta domani), siamo oltremodo stupiti dalla reazione positiva da parte del fisico;
a parte un po’ di indolenzimento generale, non ci sono dolori o sintomi particolari.
Dopo aver mangiato un ottimo piatto di fettuccine ai funghi, trascorriamo il pomeriggio alla cascata delle Marmore dove becchiamo un acquazzone da paura. Nel tardo pomeriggio le
signore ripartono per Roma e noi, dopo una doccia e un riposino, fatichiamo a trovare un posto dove mangiare una pizza (strana citta' questa! solo pizza a taglio e distributori di
DVD!!!). Dopo aver percorso il centro di Terni in lungo e in largo troviamo la pizzeria (che poi e' lo stesso posto dove abbiamo mangiato a pranzo), ci 'spariamo' questa pizzetta e
andiamo a riposare.
- Seconda tappa, Bomarzo-Terni
Km percorsi: 56,160
Tempo pedalato: 3:26
Media km/h 16,2
Lunedi 23 Aprile, sveglia alle 7:00, fa un po' freddo e c'e' ancora nebbia, ci aspetta la giornata piu' dura di tutto il raid, il che ci spinge ad
abbondare sulla colazione, cappuccino caldo, due cornetti a testa e partenza rapida verso l’Appennino. La salita si fa' immediatamente dura e finché siamo vicini alla
citta', camion e macchine rovinano l’atmosfera. Raggiungiamo pero' in pochi km la zona delle Marmore (363 s.l.m.), il panorama inizia a farsi interessante e lo smog
diventa un ricordo quando raggiungiamo il lago di Piediluco. Un giro attraverso il paese di Piediluco (ai margini del lago) comincia a farci pregustare le bellezze naturali che
accompagneranno questa tappa. Le strade che percorriamo sono quasi deserte, i pochi paesi che attraversiamo sembrano vivere al di fuori dalla realta'. Le donne e gli uomini che
incontriamo sembrano muoversi all’interno di un’astronave, tale e' la lentezza dei loro movimenti, e non c’e' traccia di stress nei loro visi e nei loro modi. Mi
rendo conto di essere a pochi km da Roma solo quando, ogni tanto, il mio sguardo incrocia un cartello stradale con un'indicazione del tipo RIETI, VITERBO etc.
La salita si fa sempre piu' impegnativa, il sole e' ormai alto e sta' mettendo duramente alla prova la nostra preparazione (sicuramente da migliorare). Ma
nonostante il caldo, il sudore che ha ormai intriso il nostro abbigliamento, il sellino della bici che continua a battere dove il dente duole (non proprio il dente..), la salita che
sembra non finire mai, arriviamo alla fatidica sella denominata "La Forca" (1115m s.l.m.). Marco estrae prontamente dal suo bagaglio un pennarello nero che usiamo per iscrivere
su un grosso sasso, e sul retro di un cartello stradale, la nostra impresa "Coast to Coast 2001 – Noi c’eravamo – Marco Danilo". Facciamo due o tre foto, la
mia macchinetta, appoggiata sul mini cavalletto, cade rovinosamente spinta dal vento e si apre da un lato, temo di aver perso tutte le foto ma per fortuna non e' cosi.
Ripartiamo per una velocissima discesa (velocita' max raggiunta 58 Km/h) ed arriviamo in pochi minuti a Leonessa (969 s.l.m.). Ci fermiamo immediatamente per mettere qualcosa
sotto i denti (stiamo per svenire dalla fame) e chiediamo al barista se ci puo' indicare un posto economico dove passare la notte.
"Non ci sono posti economici a Leonessa" risponde lui "pero' a pochi km c’e' un albergo molto carino e sicuramente economico".
Pochi km significa 11 Km che, percorsi in macchina sono effettivamente
pochi…… ma in bicicletta, e dopo aver fatto una pausa di oltre mezz’ora, risultano durissimi, soprattutto per il mio fondoschiena (e 11 km in piedi sono piuttosto
impegnativi). Torniamo percio' in sella e risalendo (faticosamente) qualche metro di quota giungiamo ad Albaneto (1052 s.l.m.). Il posto ci ripaga pero' dello sforzo. Il paese
e' piccolo e sperduto, non c’e' neppure un bar (se non quello dell’albergo), nell’albergo non ci sono altri clienti al di fuori di noi e siamo circondati dalle cime
innevate dei monti Reatini, e tutto questo non e' affatto negativo anzi…… respiriamo a pieni polmoni l’aria pulita e fresca, la tranquillita' di questo posto merita
un’attenzione particolare da parte di chi, come noi, proviene da un posto dove tutto questo e' solo fantasia. I clacson, lo smog, lo stress... sembra tutto cosi' lontano in
situazioni del genere. Ringrazio mentalmente me stesso per aver scelto di essere qui... oggi.
La cena e' ottima e abbondante e siccome siamo gli unici avventori dell'albergo ci sentiamo un po’ a casa, i proprietari dell'albergo discutono
serenamente, anche loro intorno ad un tavolo davanti al televisore, a poca distanza dal nostro tavolo.
Facciamo qualche valutazione sulla giornata e scaturisce da tutti e due la grande soddisfazione di essere riusciti a superare questa tappa senza risentirne troppo a livello fisico.
Prima della partenza molti dei nostri amici erano stati scettici, convinti che per affrontare l'Appennino ci volesse una preparazione piu' adeguata e specifica della nostra; questa
giornata la dedichiamo a loro.
La conclusione univoca e ampiamente condivisa e': "piena soddisfazione". A questo punto non ci resta che approfittare della tranquillita' offertaci dal luogo per godere di una bella e
riposante dormita.
- Terza tappa, Terni-Albaneto
Km percorsi: 62,330
Tempo pedalato: 4:54
Media km/h 12,6
...CONTINUA.