riga
Home Torna alla pagina principale

viaggi Torna all'indice dei viaggi

Logo
riga
Miei itinerari... ..Vostri itinerari... ..Aiuto!... ..Viaggi... ..Tecnica... ..Foto... ..Links... ..Mappe... ..Io!...
riga

IL WEST AMERICANO
Pagina 2
indietro
Indietro
avanti
Avanti

12 / 9 / 98 - LA PARTENZA

Veniamo accompagnati in aeroporto da due amici e, dopo aver espletato le consuete fotoformalità (check-in, dogana, preghiera alla protettrice dei ciclisti: la Madonna del Ghisallo, quale garanzia per l'incolumità delle bici), partiamo. Sono le 13,40 ora italiana.
Giungiamo a Chicago dopo nove ore e venti minuti di volo, da li, in altre quattro ore, siamo a Las Vegas. Sono le 21,15 ora locale, ma le nostre palpebre, poco propense agli scherzi del fuso e famose per la precisione assoluta, indicano le 6,15 del mattino.
Appena fuori dall'aeroporto, con i sensi appannati e mantenuti in vita dall'alto grado di eccitazione che precede ogni piccola avventura, iniziamo l'assemblaggio delle bici. Nonostante il buio e la stanchezza, tutti i pezzi dei nostri ciucci d'acciaio, finiscono al loro posto e, come per magia, ci ritroviamo in cerca del motel prenotato. Dopo discrete difficoltà di orientamento, nonché una moderata dose di disperazione, siamo a nanna. Sono le 10,00 orario palpebre! Buonanotte!



13 / 9 / 98 - VIVA LAS VEGAS?!

Dopo un'abbondante colazione a base di porcherie locali, in un similburghi indigeno, ci imbattiamo, sotto un sole mattutino già impetuoso, in uno dei più frastornanti ed incredibili ambienti vitali che mente umana possa concepire e sopportare!
Un'apocalittica macedonia di materie plastiche, cianometacrilati, luci aliene e polistirolcemento, ci assale con sferrate impietose!
Strenuamente tentiamo di difendere i nostri sensi, ma, vista e udito soccombono immediatamente, bombardati senza tregua dai colpi bassi delle infinite emozioni multimediali!
fotoIl nostro gusto europeo soffre, lacerato da profonde ferite al buon senso. Infine, un conato di vomito rivelatorio ci illumina, in modo didascalico, sui connotati della polimorfica mostruosità : Las Vegas - Nevada - Frammento di quotidianità locale.

Tutto il complesso d'inferiorità culturale e storica degli americani, si concentra e trapela, da quest'accozzaglia di pessime riproduzioni del reale.
Le piramidi egizie, con annessa sfinge, sono estrapolate dal loro naturale contesto e scagliate, con noncuranza, tra templi romani in cartongesso, patetiche imitazioni di castelli scozzesi e monumenti vari.

Ecco le riproduzioni di vie, appartenenti ai centri storici delle capitali europee, corrono parallele ai canali veneti di novella costruzione. Dalla Tour Eiffel, si ammirano navi pirata e casbe sahariane prefabbricate!
Nulla di male, se vigesse un minimo di rispetto storico in codeste riproduzioni. Se, come in un variegato e popolare museo, i modelli in scala assumessero un valore culturale ed una qualsivoglia dignità nozionistica.
No, qui, non basta riprodurre! Negli USA, si SPETTACOLARIZZA! Tutto deve apparire più grande e vistoso, più divertente e colorato, più falso e kitsch, rischiando altrimenti, di perdere valore e passare inosservato!
Allora, le piramidi divengono dorati Grand Hotel intarsiati di geroglifici posticci, dove pelosi animatronix "cammelliformi", sparano con voce sorniona, ridondanti cazzate ai turisti. Nei castelli medievali, le epiche battaglie assumono il carattere di un minuetto in cui, fiammeggianti draghi di cartapesta, sfidano a "singolar tenzone" statici manichini "Maghimerlini", nel vano tentativo di allietare un pubblico internazionale, annoiato dal "din-din" delle slot machine.

Si! Perché il gioco alla lunga...stanca! Le mangiasoldi e i tavoli verdi, si ripetono con straordinaria e meticolosa uguaglianza in ogni angolo della città. Come un esercito di luccicanti cloni, invadono ogni più recondito anfratto e la noia, si fa presto sentire!
Allora vai! Con spettacolacci di bassa lega, scenografie abbaglianti e pompose per rivitalizzare l'assonnato giapponese, oppure per convincere la massaia del Connecticut, a fermarsi un giorno di più!

Sopravvivere qui, costa veramente poco! fotoMangiare, dormire, sono semplici accessori in offerta. Il vero business è comunque il gioco. "Un'ora di slot da 50 cent, due pasti gratis!". Le battaglie economiche tra i vari casinò, si combattono proprio sull'offerta di questi "gadgets". Lungo le strade, mastodontici schermi, elargiscono informazioni sui menù di buffet faraonici a prezzi stracciati.

L'hotel "New York New York", é una fantasiosa e libertina ricostruzione dell'omonima metropoli. Al suo interno, vie, incroci e piazze, facciate di palazzi con relativi negozi... Ti domandi solamente, quale sia il nesso con quelle montagne russe che corrono sopra la tua testa! Entrano ed escono dall'Hotel avvinghiandolo in spire di rotaie.
Il "Tropicana", dove nell'immensa foresta pluviale, le vere piante (alcune addobbate con lampadine intermittenti) convivono accanto a vegetali di plastica, cascate, stagni, nebbie artificiali e scimmie di peluche!
Ma questa non è una città, è un Luna Park con manie di grandezza! I marciapiedi sono inutili e spesso inesistenti. Si deambula tra un casinò e l'altro attraverso ponti, scale mobili, tapis roulant e trenini sospesi.
Durante il giorno l'intenso traffico rende difficoltoso attraversare la città con le dueruote. Il rumore delle slot fugge dai locali da gioco invadendo le strade, percuote democraticamente sia il timpano del ricco turista, che quello del barbone locale.

Verso sera, ci rechiamo da "Greyhound", la compagnia di bus, che dovrebbe condurci a S.George nello stato dell'Utah. Punto di partenza del nostro itinerario. Acquistiamo i biglietti per domani.
Si e' fatto tardi....Buonanotte
Buonanotte Alice.



14 / 9 / 1998 - BISTECCA A SAN GEORGE

Dopo un'ulteriore visita ai "monumenti" della città, nel primo pomeriggio torniamo alla stazione dei bus, smontiamo ed insacchiamo le bici. Attendiamo le 17,20 orario della partenza.
Con le bici insaccate come tuberi, i vari bagagli, vestiario e caschi penzolanti, risultiamo piuttosto vistosi ed ingombranti. Alcuni curiosi chiedono informazioni relative alla nostra provenienza, l'itinerario ecc. Grazie al nostro perfetto "slang" (Ah ah ah ah...) ce la caviamo egregiamente (seeee...).
Il conducente, un Cow boy espulso direttamente da "Ombre rosse", ci porta a S.George, attraverso un paesaggio brullo e ondulato. Giungiamo alla cittadina dell'Utah alle ore 20,30 e troviamo un buon motel per 54 dollari.
Di fronte al motel, un'irresistibile insegna luminosa: "Steak-house!"
Come automi, sottomessi dagli occulti poteri del nostro apparato digerente, avanziamo! Ci destiamo al cospetto di due spettacolari pezzi di bovino alla John Wayne ed altrettante stomachevoli birre, in un locale con arredo "Bonanza-style".
Il manzo è molto buono, al sangue e senza sale. Il conto è molto salato e noi dissanguati.
Buonanotte.



15 / 9 / 1998 - FINALMENTE, SI PARTE !

Finalmente. Polpacci all'opera e culetti al martirio. Si parte! foto Il cielo è blu e l'aria frizzante. La Highway n° 15 è una sorta di smisurato nastro grigio, dove abbaglianti autotreni di lunghezza spropositata, ci risucchiano in vortici d'idrocarburi. Dritti, sempre diritti. Il sole impietoso, sempre più calamitato dallo zenit, fa comunella con la strada che, cinicamente ci sfotte in continui saliscendi.
La tappa è di soli 72 chilometri. Alle ore 13,30 siamo a Springdale, ai piedi dello Zion National Park.
Traviati dal piccolo motel con piscina, rinunciamo volentieri all'escursione programmata per il pomeriggio. Immersi nell'acqua, senza rimorsi, trascorriamo il resto della giornata.
I motel, negli USA, sono in genere discretamente economici, forniti di frigo, TV, macchina per il caffè, tavolo con sedie ecc. ecc. La cosa più importante è che le bici, possono dormire con noi in stanza. Non è nemmeno necessario scaricarle!
Tutto è molto informale. "C'è posto?" "Si!" Paghi e le chiavi sono tue!
Buonanotte! ...CONTINUA.


top
INIZIO PAGINA


mail
Ermes Malvisi