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Viaggiare, sì viaggiare. Da Tirano a Sondrio in bicicletta lungo l'Adda

Le immagini relative all'itinerario, potete trovarle nella (Home Page) dell'autore.

di Paolo Adamoli

(Alpes - 5, 24-27; maggio 1998)

Dalla stazione ferroviaria di Tirano si raggiunge la statale dello Stelvio e al semaforo si gira a destra. Si percorre la statale sino al ponte sull'Adda e si imbocca un viale asfaltato che corre lungo la riva destra del fiume. Si deve seguire questo viale sino al secondo ponte e lo si attraversa per raggiungere la sponda sinistra; imboccato un altro largo viale si costeggia il fiume per 3.5 chilometri sino a giungere davanti alla chiesetta di S. Bernardo.
Da qui la strada prosegue sempre sulla riva sinistra dell'Adda, sempre asfaltata ma più stretta sino al ponte in prossimità del paese di Stazzona, che si raggiunge dopo poco più di un chilometro.
Attraversata la strada che sale al paese si continua passando davanti alla centrale elettrica di Stazzona, che costituisce assieme ai suoi annessi uno dei tanti reperti di archeologia industriale che caratterizzano il corso alto e medio del nostro fiume. Poco dopo ci si allontana dal fiume e si raggiungono, con una serie di dolci salite alternate a discese, la frazione di Svandana e dopo un altro chilometro quella di Canterana, che appartengono al Comune di Villa di Tirano.
Ancora poco più di un chilometro e si passa al Comune di Teglio, di cui si attraversa la prima, Calcarola. Dopo una discesa piuttosto ripida la strada serpeggia fra boschi e frutteti sino a raggiungere la provinciale che sale al passo dell'Aprica, dopo circa un chilometro e mezzo. Dopo aver attraversato due brevi gallerie ci si dirige a nord verso Tresenda. Poco prima di raggiungere il ponte sull'Adda si prende a sinistra, si attraversa il fiume e si costeggia la ferrovia.
La strada prosegue lungo la strada ferrata sino a un passaggio a livello poco prima di S. Giacomo di Teglio. A questo punto è necessario attraversare sia la ferrovia che la statale e proseguire su quest’ultima sino alla stazione, poco dopo la quale si attraversa un passaggio a livello raggiungendo il centro sportivo di S. Giacomo. Parte da qui una strada sterrata dapprima stretta, che si allarga dopo alcune centinaia di metri e che costeggia il fiume che scorre a sinistra lento e piuttosto profondo.
Dopo aver attraversato una cava di sabbia si giunge al ponte del Baghetto, in Comune di Castello dell’Acqua, di fronte a Chiuro. Si pedala a fianco delle prese di captazione dell’impianto idroelettrico del Boffetto, che incontreremo dopo alcuni chilometri, e si raggiunge il guado del torrente Armisa. E’ quasi sempre molto agevole attraversare il torrente salvo durante i periodi del disgelo o dopo abbondanti piogge autunnali.
La strada sterrata prosegue per alcune centinaia di metri alzandosi a picco sul fiume che scorre qui vivace in un alveo stretto fra le rocce. Lo sterrato si congiunge con la strada che sale a Sazzo e alle contrade orobiche di Ponte in Valtellina. Proseguiamo sempre lungo il fiume sino alla frazione di Carolo (Comune di Ponte in Valtellina) che si continua con quella di Boffetto (Comune di Piateda). La strada, a tratti asfaltata, a tratti selciata passa lievemente più in alto dell’Adda. All’altezza del vecchio ponte di Boffetto si prosegue sulla riva sinistra sino a raggiungere il ponte nuovo.
Proseguiamo lungo la strada provinciale che si dirige verso Sondrio attraversando Piateda e Busteggia. Sulla sinistra sono notevoli le costruzioni delle centrali idroelettriche: quella di Boffetto, entrata in funzione nel 1919 e quella di Piateda, nel 1923. Dopo la frazione di Busteggia (Comune di Piateda) la strada si riporta verso l’argine dell’Adda sino a giungere al ponte del Navetto che si immette sulla tangenziale di Sondrio. Appena attraversato il fiume si scende sull’argine destro del fiume attraverso due sentieri scoscesi, uno a destra e l’altro a sinistra delle spallette del ponte. Si raggiunge così un tratto sterrato che corre lungo la riva destra dell’Adda per alcuni chilometri. Il percorso durante l’estate è difficoltoso nel suo tratto iniziale per la vegetazione rigogliosa che cresce ad altezza d’uomo. Dopo due chilometri circa si deve aggirare a destra una grande cava di ghiaia percorrendo per alcune centinaia di metri una strada asfaltata che corre parallela alla circonvallazione di Sondrio. Si ritorna poi sulla riva destra del fiume seguendo l’indicazione del cartello che segnala l’inizio del Sentiero Valtellina; successivamente si arriva alla località Castelletto dell’Adda, dove il fiume è sovrastato da una torre rudimentale, e si prosegue passando sotto al ponte che unisce Sondrio al comune orobico di Albosaggia. Anche qui il sentiero è reso molto difficoltoso dalla vegetazione durante i mesi estivi. Poco dopo si gira a destra, si sottopassa la tangenziale e si raggiunge via Gianoli, che si percorre verso destra, per raggiungere poco dopo via Vanoni, la strada che unisce Sondrio ad Albosaggia. La si percorre verso nord; dopo due semafori e dopo aver sottopassato la ferrovia la strada cambia il suo nome dapprima in via Caimi, poi in via Alessi, e raggiunge dopo poche centinaia di metri piazza Garibaldi, nel cuore di Sondrio.

  • Variante 1 - Saleggio - Da Tresenda, dopo aver piegato a sinistra poco prima del ponte sull’Adda, si ritorna verso la costiera orobica lungo un rettifilo asfaltato che porta alla centrale di Belviso. Giunti davanti al cancello della centrale si prende a destra uno sterrato che conduce in circa quattro chilometri a S.Giacomo di Teglio costeggiando la riva sinistra del fiume ma purtroppo anche la discarica provinciale.

  • Variante 2 - Castello dell’Acqua - Al ponte sull’Adda di S.Giacomo di Teglio si attraversa il fiume e dopo un centinaio di metri si imbocca una strada asfaltata sulla destra che conduce a Castello dell’Acqua. Dopo aver attraversato la ridente contrada di Cavallari la strada si inerpica senza complimenti sulla costiera orobica. Dopo 3.8 chilometri a un bivio si può continuare a salire a sinistra sino al paese di Castello dell’Acqua, piegando a destra si scende e si raggiunge l’itinerario principale presso il ponte del Baghetto.
  • Variante 3 - Via Valeriana - Dal ponte del Baghetto si prosegue verso la statale dello Stelvio e la si attraversa dirigendosi verso Chiuro. Al primo incrocio, in prossimità di una pizzeria, si gira a sinistra e si prosegue in lieve salita sino a raggiungere la chiesetta di S. Carlo. Da qui si prosegue lungo una strada asfaltata che prosegue parallela alla statale alcune decine di metri a nord per alcune centinaia di metri. Successivamente se ne discosta e si inoltra fra i frutteti di Ponte in Valtellina scendendo sino a incrociare la strada che sale dalla statale dello Stelvio a Tresivio. La discesa prosegue più ripida sino all'ingresso di Poggiridenti piano, presso la statale. La si attraversa, si sottopassa la ferrovia e si raggiunge la centrale di Piateda dopo aver attraversato l'Adda. Da qui riprende l'itinerario segnalato in precedenza in direzione di Busteggia.

Da vedere:
L'itinerario si snoda per buona parte lungo l'Adda; i primi chilometri si percorrono sull'argine costruito nel 1830.
La nota costante è la presenza delle centrali idroelettriche che caratterizzano quasi tutto il corso del fiume. La costruzione della centrale di Stazzona, la prima che si incontra dopo Tirano, venne iniziata nel 1925; i lavori furono sospesi a causa delle difficoltà legate alla crisi industriale degli anni 1929-34. Vennero ripresi nel 1935 e la centrale venne messa in funzione dalla AEM di Milano nel 1938 utilizzando le acque dell'Adda raccolte nel serbatoio di Sernio.
Nel 1947 entrò in servizio a Tresenda la centrale di Belviso mossa dalle acque dei torrenti Belviso, Aprica, Caronella e Bondone, raccolte nel serbatoio di Ganda. Dietro la stazione ferroviaria di S. Giacomo di Teglio si erge ancora il fabbricato abbandonato di una delle centrali elettriche che serviva ad alimentare la ferrovia Sondrio-Tirano, elettrificata con il sistema trifase dalla società delle Ferrovie dell'Alta Valtellina (FAV) dal 1932 al 1968. Risale invece al 1919 l'entrata in funzione la centrale di Boffetto, della società AFL Falck, che utilizza le acque dell'Adda derivate dalla presa al Baghetto di Chiuro.
Pochi anni dopo, nel 1923 la società Falck mise in servizio la centrale di Piateda con le acque dei torrenti Venina e Caronno derivate in località Vedello del Comune di Piateda. Alla centrale confluiscono anche le acque della valle di Arigna e quelle raccolte dalla diga di Venina, ultimata nel 1926.

Il percorso non si discosta quasi mai dal versante orobico della valle. Per i primi 15 km, sino a Tresenda si pedala in una zona relativamente poco popolata dove i boschi ripariali si alternano a prati e frutteti. I vigneti a terrazzi si scorgono sempre in lontananza sui primi contrafforti del versante retico.
Dopo il ponte del Baghetto si attraversano paesi e frazioni intensamente popolati. Da Chiuro a Sondrio i frutteti la fanno da padrone ai piedi della montagna e hanno relegato i vigneti alla fascia superiore. Quasi giunti a Sondrio, a Faedo Valtelllino, si può abbandonare il percorso e addentrarsi dentro l'area protetta del bosco ripariale dei Bordighi.



BIBLIOGRAFIA

  • Losi G. - Le ferrovia Valtellinese da Colico a Sondrio e le sue adiacenze - Tipografia all’insegna dell’Ancora - Siena - 1890.
  • Le principali forze idrauliche utilizzabili nella Valtellina fra Sondrio - Colico e Chiavenna - Colico - La Valtellina - 31, 1-2; 1894.
  • R. Rapella - Luce di notte a Morbegno - Le Vie del Bene - 3, 6-10; 1975.
  • G. Songini - l'energia elettrica in provincia di Sondrio - BIM, Sondrio; 1994.
  • Scaramellini G. Cent'anni di luce - SIEC Chiavenna; 1995.
  • L’elettricità in Sondrio - La Valtellina - 18, 2; 1894


Dalla (Home Page) di Paolo Adamoli
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