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(Alpes - 7, 33-37; luglio 1999)
- La provinciale Prealpina Orobica - Inizia dopo il ponte di
Albosaggia, in località il Porto. Prosegue a destra attraversando le
frazioni occidentali di Albosaggia e successivamente, dopo una salita
breve ma impegnativa, il paese di Caiolo. Dopo la discesa dal conoide su
cui sorge il paese la strada volge a sinistra e passa davanti
all'aviosuperficie di Sondrio.
Proseguendo si lambiscono i paesi di
Cedrasco e Fusine, dai quali è possibile, seguendo facili indicazioni,
raggiungere il sentiero Valtellina in riva al fiume. Giunti in prossimità
del torrente Madrasco si può girare a destra raggiungendo l'Adda e il
paese di S.Pietro, frazione di Berbenno, sulla sponda retica. Poco prima
del torrente si può risalire a sinistra per un breve tratto e dopo averlo
attraversato su un ponte si raggiunge la frazione di Poira di Colorina.
Subito dopo il ponte si può osservare sulla sinistra un mulino ad acqua
ancora funzionante. Proseguendo dopo aver attraversato il capoluogo
comunale si ritorna sulla provinciale presso la frazione Valle e si può
proseguire per Selvetta e Sirta, che insieme costituiscono il Comune di
Forcola. Da Sirta l'itinerario prosegue verso Morbegno, come già indicato.
Circa un
centinaio di metri dopo si svolta a destra lungo uno strada dapprima
asfaltata e in seguito sterrata che corre a qualche decina di metri
dall'Adda, sotto alla frazione Valle di Colorina. Si oltrepassa un bivio
e, poco prima di raggiungere la provinciale Prealpina Orobica, si scende a
destra lungo il fiume che si allarga gradualmente nell'invaso di Forcola.
Questo percorso è quello previsto per la continuazione del sentiero
Valtellina, e non mancano le segnalazioni. Al momento di scrivere queste
note comunque il tracciato è molto accidentato, appena tracciato nella
boscaglia ripariale. Dopo circa 1 chilometro e mezzo diviene impraticabile
e si risale a sinistra ritornando sulla provinciale che prosegue verso
Selvetta.
Da vedere:
L'itinerario è soprattutto naturalistico; la prima
metà del percorso si svolge attraverso boschi ripariali che ci ricordano
come doveva essere il fondovalle nei secoli scorsi.
Poco dopo la partenza
da Sondrio su un bastione roccioso del versante retico si scorge la
contrada della Sassella raccolta attorno al Santuario della Beata Vergine,
immersa fra i terrazzamenti coltivati a vite. Questa è la zona forse più
famosa e certo più esemplare della viticoltura valtellinese. La frazione è
raggiungibile da una ripida strada asfaltata che si stacca dalla statale
dello Stelvio a poche centinaia di metri dal ponte di Caiolo nella
direzione di Sondrio.
Il Santuario, costruito nel 15° secolo, è arricchito
da un portale dei fratelli Rodari, mentre all'interno si trova un ciclo di
affreschi cinquecenteschi attribuiti ad Andrea de Passeris e una tela
dipinta dalla scuola di Gaudenzio Ferrari. Alla stessa altezza, sul
versante retico, si incontra il paese di Caiolo, facilmente raggiungibile
dalla contrada Bachèt, attraverso la quale passa uno dei raccordi del
sentiero Valtellina con la pedemontana orobica. Sopra il paese si staglia
la chiesa di San Vittore, all'interno della quale merita di essere
ricordata un'ancona cinquecentesca dovuta a Vincenzo Civeccchio.
La strada
prosegue; sul versante orobico si susseguono i boschi cedui; su quello
retico i terrazzi coltivati a vigna che producono vini molto famosi in
valle, come a Maroggia e a Monastero, anche se non hanno raggiunto fama
nazionale.
All'altezza di Ardenno vale la pena di fare una breve
deviazione per visitare la chiesa collegiata di San Lorenzo, al cui
interno è collocata una grande ancona lignea realizzata da Angelo del
Mayno nel 1540 su disegno di Gaudenzio Ferrari. Il maestro della pittura
lombarda e piemontese del '500 trovò seconda moglie a Morbegno. A questo
fortunato incontro d'amore, forse mentre realizzava l'ancona lignea della
chiesa dell'Assunta, dobbiamo la lunetta sopra il portale della chiesa di
S. Antonio nell'omonima piazza del capoluogo mandamentale, meta finale del
nostro itinerario.
La bicicletta ci permette di vagare senza meta nel
nucleo storico di Morbegno dove, dietro alle chiese di S. Giovanni e S.
Pietro, si possono incontrare sapori e odori di attività artigiane ormai
dimenticate.
BIBLIOGRAFIA
| Ermes Malvisi |