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Da Tirano a Grosio e ritorno in bicicletta lungo l'Adda

Le immagini relative all'itinerario, potete trovarle nella (Home Page) dell'autore.

di Paolo Adamoli

(Alpes 6, 34-35; giugno 1999)

L'itinerario parte dalla stazione di Tirano. L'ambiente è diverso, meno stantio e greve delle solite stazioni ferroviarie; turisti svizzeri e tedeschi si incrociano; le lingue si mescolano; usciti sul piazzale se ne scopre il motivo nella prospiciente stazione della ferrovia retica che parte da qui per salire al passo del Bernina e scendere in Engadina sino a St. Moritz.
Noi comunque, inforcata la bicicletta, al semaforo sulla statale giriamo a destra e raggiungiamo dopo poche centinaia di metri il ponte sull'Adda.
Si può passeggiare o pedalare lungo le stradine del centro storico, poi si imbocca la riva destra del fiume e si inizia a pedalare in dolce salita verso monte, fra le vigne. Si raggiunge poco dopo uno dei tanti laghi artificiali; questo alimenta la centrale di Stazzona. E infatti poco dopo incontriamo un grande fabbricato dell'Azienda Energetica Municipale di Milano vicino alla centrale di Lovero, in caverna.
Proseguiamo sempre in lieve salita per raggiungere dapprima la contrada Nova, poi il paese di Vervio. Da qui lo sguardo può spaziare dall'Adda sottostante ai paesi del versante sinistro, dove scorre la statale, sovrastati dalla torre di Pedenale, che domina il pese di Mazzo. Poco dopo si arriva alla frazione di Vione dove si incontra la chiesa romanica di S. Abbondio sopra il cui portale c'è un affresco cinquecentesco di Cipriano Valorsa, gloria locale in quanto originario di Grosio, che raggiunse comunque una certa notorietà anche ne vicino trentino, in Val di Sole e in Val di Non.
Da Vione si scende sino a riprendere il percorso della vecchia strada statale dello Stelvio e si entra in Grosotto. Qui è molto significativo il santuario della Beata Vergine delle Grazie, edificato nel 1487. Al suo interno un grande organo settecentesco e una tela notevole del Chignoli, ma soprattutto una tela rappresentante la Sacra Famiglia di Marcello Venusti. Originario di Mazzo, allievo di Michelangelo è certamente il più grande, ma purtroppo non altrettanto famoso pittore valtellinese del '500. Questa è la sua unica opera in provincia di Sondrio.
Si riprende il percorso verso Grosio e si raggiunge la centrale dell'AEM del Roasco inferiore e quella di Grosotto, dall'altra parte delle valle, che testimoniano la storia dell'arrivo dell'energia elettrica nella città di Milano nei primi decenni del secolo. Si tratta anche di tentativi esemplari e riusciti di integrazione di fabbricati industriali nel paesaggio valtellinese.
A destra attraverso un sentiero che parte poco prima della centrale del Roasco si può salire su uno sperone roccioso e raggiungere i ruderi dei due castelli Visconti Venosta, il castel vecchio, o di S. Faustino, edificato nel dodicesimo secolo e quello nuovo, costruito due secoli dopo. Su questo stesso sperone a metà degli anni sessanta sono state trovate importanti incisioni rupestri che si ricollegano a quelle analoghe, seppur ben più famose, della valle Camonica.
Si giunge infine a Grosio, dove vale la pena di soffermarsi almeno a dare uno sguardo all'antica chiesa di S.Giorgio, del 13° secolo, con i caratteristici affreschi di Andrea De Passeris nel presbiterio e altri affreschi del XV e XVI secolo. In prossimità della chiesa si trova l'ossario, il cui intradosso è affrescato dal Valorsa. Fra le vie S. Giorgio e Pruneri si può ammirare una suggestiva fontana a pianta ottagonale. [palazzo Visconti-Venosta].
Da Grosio la valle si stringe e sale con ben altra pendenza verso Sondalo e Bormio. A noi converrà tornare verso Tirano.
Durante il ritorno si può attraversare l'Adda all'altezza di Grosotto e scendere lungo la riva sinistra del fiume sino al paese di Mazzo in Valtellina. In questo paese, ora fortunatamente solo lambito dal nuovo tracciato della strada statale dello Stelvio, vale la pena di passeggiare per le stradine fra le due chiese e le case patrizie delle famiglie notabili dei Lavizzari, dei Quadrio e dei Venosta.
Proseguendo verso valle si raggiunge il vicino paese di Tovo di S. Agata, dopo essere passati sotto alla torre di Pedenale. Da questo paese si passa dall'altra parte della valle con un lungo ponte che attraversa sia la statale sia il fiume e si riprende il cammino iniziale all'altezza di Vervio; si svolta a sinistra e si scende verso la contada di Nova, da cui si ritorna a Tirano attaverso le vigne.


chilometraggio

luogo

Prog

distanza

Tirano stazione

0,00

0,00

ponte Adda

0,48

0,48

Chiesa S. Bernardo

3,97

3,49

ponte Stazzona

5,08

1,11

Centrale - Svandana

6,40

1,32

Canterana

7,48

1,08

Calcarola

8,40

0,92

Tresenda

11,29

2,89

pl S. Giacomo

14,88

3,59

ponte Baghetto

17,24

2,36

ponte Casacce

19,36

2,12

Boffetto

20,76

1,40

Piateda

22,19

1,43

ponte Navetto

25,79

3,60

Sondrio piazza Garibaldi

29,22

3,43


BIBLIOGRAFIA

  • Songini G. - L’energia elettrica in provincia di Sondrio - BIM Sondrio; 1994.
  • AA VV - Lombardia in bicicletta - Touring Club Italiano.
CARTOGRAFIA
  • Carta d'Italia scala 1:50000 - Istituto Geografico Militare - fogli n.° 57 Malonno, n.° 56 Sondrio.


Dalla (Home Page) di Paolo Adamoli
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