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Il tempo sembra stabile, il caldo non da tregua quest'anno e le condizioni sembrano essere favorevoli per attaccare il monte Altissimo partendo da Brescia.
Mi faccio coraggio e decido di organizzare la partenza per la mia 24ore, da solo, con la mia bici, la tenda e il sacco a pelo.
Monto il portapacchi sulla mtb con 2,3 kg. di tendino singolo, 1Kg. di sacco a pelo, il tutto sormontato con uno zaino contenente ricambio pantaloni lunghi e giubbino in gore tex, cuffia, maglia intima, lampada da geologo, tre pesche noci,una banana, caffè d'orzo, 5 crostatine, due etti di pasta con piselli, posate, i soliti crackers in numero indefinito, la mia immancabile e dettagliata cartina….tutto calcolato…eppure un errore,.... un errore l'avevo già fatto ancora due settimane prima. Avevo cercato di adattare il portapacchi piegando (un po' troppo?) i suoi supporti.!! Ieri sabato alle 12,35,la partenza agognata e sotto il sole dei suoi 32 gradi mi avvio verso Peschiera. Dopo qualche Km. capisco subito che tirarsi dietro il tutto, (8 kg.!) era più facile a dirsi che a farsi. La velocità media subiva un declino inesorabile.
Arrivo a Caprino Veronese con alle spalle già due MaxiBon nella pancia e con 64km alle spalle, attacco il Monta baldo vigliaccamente alla sua schiena: erano le 15,10, arriverò in cima alle 19,45 con il conta km. che mi segnava 106km!
A metà della salita devo confessare, ed un po' mi sono vergognato, ho persino allargato la traiettoria infilandomi in uno spiazzo di un rifugio, per prendere di nascosto fiato. Saggia idea comunque, perché appena dopo Ferrara di Monte Baldo mi imbattevo in un cartello che indicava la salita al 19%! Ormai ho le cime e i versanti del Monte Baldo sopra la mia testa ma io devo proseguire.
Dopo un po' di falsopiano incrocio finalmente tre ciclisti e chiedo a loro dove sia il M. Altissimo.
Questi mi guardano con un sorrisino strano e mi indicano una punta lontana.
Per dieci interminabili secondi una sensazione di quasi panico mi attanaglia.
Pensavo di essere quasi alla fine, in realtà doveva ancora venire la parte più dura del percorso.
Cerco di caricarmi e riparto pedalando ancora un paio di km. prima di arrivare sotto la cima, una immensa piramide zigzagata da uno sterrato che prometteva fuoco e fiamme.
Gli ultimi tre km. infatti consistevano in uno spettacolare, quanto durissimo, calvario su uno sterrato con infiniti tornanti con pendenze e fondo molto improbabili anche per una mtb.
Salto giù a piedi, spingo, fa caldissimo, il peso dell'attrezzatura scombina tutto l'equilibrio della bici ma non mollo….risalgo per pedalare…tac!... crampo interno coscia dx.! ahhhiiiia…tengo duro.
Arriva l'ennesimo tornante, sono costretto a metter giù piede, riparto …tac!...crampo..stavolta a sx.!
Ho pensato adesso e' fatta, anche se i crampi mi hanno segato le gambe malgrado tutto ero vicinissimo alla meta…..ma non avevo fatto i conti con il portapacchi che con un Tac! sinistro decideva di mettermi a piedi a 50mt. dalla vetta. Le luci della sera cominciavano a calare e il panico si impossessa di me, sono solo , non posso contare su nessuno.
Decido che in una maniera o nell'altra riuscirò a venirne a capo
….Spingo il tutto sulla cima ormai a cento metri da me e seduto in parte al rifugio Damiano Chiesa e inizio a pensare.
Urca se penso…(!?)… Cavolo se penso!
Ma non mi arrendo, qualcosa faccio. ma non abdico, in auto non mi faccio certo venire a prendere….
Decido rimontare la mia tenda a trecento metri dal rifugio e sotto un vento sinistro mi avventuro nei mille panorami che il monte Altissimo dall'alto dei suoi 2080mt. può dare.
Il tramonto arriva dietro le spalle dei monti di Tremalzo e malgrado la foschia la vista spaziava sulle cime dell'Adamello.
Arriva il buio, portandosi con se, un cielo stellato come solo un certo "Signore" sopra di noi e' capace di fare……
Il vento è molto forte, ed in una scena tragicomica faccio una grande fatica a montare la tenda senza che questa mi voli via
La temperatura per l'altitudine, non esattamente ideale, ma mi accorgo che nella tenda, sotto il sacco a pelo la vita non e' così malaccio.
Svuoto in un attimo il contenitore della pasta, un po' di frutta, il posto addirittura per una fetta di dolce e finalmente mi addormento nel buio più totale con il sottofondo del vento che sbatteva contro le pareti della mia tenda.
Non fa freddo, ma c'è da considerare che ero immerso in un sacco a pelo invernale e ho dormito vestito di abbigliamento ciclistico anch'esso invernale ed ultima ma fondamentale cosa , ho avuto la fortuna di avere le condizioni meteo ideali per una esperienza del genere.
Ore 6:15 il risveglio! La notte porta consiglio…. decido di provare a fissare la tenda sul manubrio, il sacco a pelo, riesco, non senza difficoltà, ad infilarlo nello zaino che non posso far altro che portar sulla schiena.
Non parliamo di assetti e di pesi, la bici era squilibrata, facevo fatica ad infilare le dita sulle leve dei freni e dei cambi, lo zaino che tendeva nelle pendenze più estreme a venirmi sul collo, alla lunga avrebbe deciso di stroncarmi la schiena soprattutto sul lato sx.
In queste condizioni poco ideali, mi buttavo giù lungo una famosissima quanto spesso non ciclabile discesa per downhill. A tratti sconnessa al massimo il percorso ti ripagava con la visione di un panorama tanto incantevole quanto anomalo verso il lago di Garda e il paese di Riva.
Ad un certo punto, viste le mia pessima situazione lascio la discesa troppo tecnica, e cerco lo sterrato più facile e quindi l'asfalto che mi avrebbe portato giù (bellissimo!) verso Torbole.
Erano passate ormai le nove, decidevo per l'ennesimo Maxibon, malgrado lo stupore della ragazza del bar ,visto l'orario,….ma va bé a me piace, e' fresco e da calorie, meglio persino dei crackers e dell'acqua dei caloriferi!!
Riparto pensando a quanto avevo ancora da fare.
L'unico svago era guardare la spiaggia infinita del lago….cosa?….mmmhhhh non parlo, la moglie dopo legge!
La stanchezza del giorno prima si faceva sentire, non parliamo della schiena che reggeva lo zaino e delle ossa sacre delle chiappe ormai tumefatte!
Ma non mollavo, anzi il mio spirito agonistico malgrado tutto emergeva quando mi sono trovato a che fare con gruppi di stradisti…era bello vederli di cacca quando li sorpassavo così alabardato di zaino tenda ed accessori vari in mtb sul lungolago veronese…..
Il finale però era veramente diventato un gioco al massacro, ormai il sole di mezzogiorno colpiva senza tregua ma ……..stavo arrivando malgrado tutto!
Una grande girata, una emozione tutta nuova, perdi un po' il senso del tempo ma la fatica aiuta a non farti dimenticare tanti attimi ormai per me indelebili!
Attimi che comunque, data l'età, e la memoria scarsa ho pensato di immortalare con una novantina di foto.
Arrivo alle 12,45 sfatto con 225km. con un dislivello di 2800 mt. in una lunga uscita durata 24ore e 10 minuti.
Ho sforato di 10 minuti ma mia moglie si sa….e' buona!!!
Grazie Adry..…
| Ermes Malvisi |