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Giro di Fanes in MTB - Trentino

di Daniele Bettazzi

Caratteristiche: E’ un giro classico per la MTB e si snoda dentro il Parco Naturale di Fanes, Sennes e Braies. I panorami sono magnifici e ricompensano di tutta la fatica che occorre per compiere questo itinerario. Consigliato un buon allenamento a causa delle salite piuttosto ripide che ci sono.

Dati Tecnici:
Lunghezza: 60 KM
Dislivello: 1800m circa.
Tempo: 4-6 ore.
Cartografia: Tabacco 1:25.000 Carta N.3


Descrizione: Partenza da S.Vigilio di Marebbe (1240m) si prende per il rifugio Pederù. Consigliabile la variante sterrata che c’è a
sinistra, si evita qualche km di asfalto. Poi si sale facilmente, sempre su asfalto, fino al Rifugio Pederù (1500m circa). Da lì prendere per il Rif. Fanes su sterrato (la strada ripidissima che viene giù alla vostra sinistra è quella per i Rifugi Fodara e Sennes e si farà al termine in discesa). Si sale subito forte verso Fanes, i primi tornanti sono veramente impegnativi, poi spiana per 1 km circa in corrispondenza di un laghetto. La strada riprende a salire ma in modo più abbordabile verso il Rif. Fanes. Il posto è molto bello, ci sono laghetti, fiumiciattoli e pascoli tutt’intorno. C’è anche un altro rifugio nei pressi: il Lavarella. Purtoppo noi quando siamo arrivati è cominciato a piovere e ci siamo dovuti fermare un’oretta. Alla ripartenza dal rifugio (piovendo) ci sono alcune rampe, di cui l’ultima micidiale (ma non siamo scesi) che ci portano al Passo di Limo, dove c’è l’omonimo lago. Qui abbiamo perso un po’ di tempo per decidere se scendere giù o tornare indietro a causa del tempo, ma poi abbiamo deciso di scendere comunque. Decisione azzeccata
perché poi è venuto addirittura il Sole. Si scende prima a Malga Fanes Grande, occhio perché qui bisogna girare a sinistra, non continuare dritto per il sentiero 11 sennò si va a finire a S.Cassiano in Val Badia. La discesa è bella e divertente, si segue sempre il fiume e si incontra il Lago di Fanes. Sul finire la strada diventa più bella e si incontrano le segnalazioni per la cascata di Fanes, da visitare (a piedi). Si passa sopra il Ponte Alto (80m!) e si prosegue giù verso Fiames (tra Cortina e Cimabanche), ad un certo punto si incontra uno slargo con una strada a sx dove è ben segnalato il Rif. Ra Stua. Conviene prenderla perché si evita un po’ di dislivello e si passa sopra un ponticello che è uno dei posti più suggestivi del percorso. Si finisce sull’asfalto proprio davanti alla sbarra della strada del Rif. Ra Stua. Da qui comincia la salita verso il rif. Sennes. La strada è asfaltata, anche se chiusa al traffico, ma le pendenze sono importanti, anche del 20%. Dopo tre km siamo a Ra Stua, situato tra i pascoli della Val Salada. Qui inizia lo sterrato, dapprima molto dolce fra i pascoli e le baite (fonte), poi un po’ più duro, poi durissimo, poi impossibile! C’è un km circa veramente incredibile, siamo tutti scesi di bici. Poi ci rimettiamo in sella, ma la salita è ancora dura, spiana solo in cima quando si incontra il bivio per il Rif.Biella. Al Biella ci si va bene in MTB ma si arriva a su a 1400m e bisogna tornare per la stessa strada, ma se avete le forze conviene perché il panorama da lassù è molto bello. Finalmente si arriva al Sennes (2100m circa) posto sull’alpe omonima fra pascoli, baite, mucche e maiali. Qui ci siamo meritati una bella mangiata. Da qui è tutta discesa, dapprima molto suggestiva per i pascoli fino al Rif Fodara. Poi noi abbiamo fatto una variante: prima del rifugio Fodara c’è un’indicazione a dx per il Rif.Pederù, segnalato 7 dal CAI, si taglia molto e la discesa è molto divertente con un tratto molto tecnico (l’unico di tutto il percorso) fino a ritrovare la strada principale. Così si evita anche il Rif.Fodara. Poi la discesa è sempre una strada sterrata abbastanza grande, ma le pendenze sono impressionanti. Ci sono molti tornanti e vedi il Pederù proprio sotto di te, un balzo di 400m! Attenzione in curva! Dal Pederù a S.Vigilio si torna poi per la stessa strada tutta in leggera discesa. Qui noi poi abbiamo preso un bel temporale, ma di quelli belli! Il percorso è magnifico sempre, a parte che noi abbiamo trovato il tempo brutto, ma ci sono stato altre volte a piedi e i panorami fanno davvero dimenticare l’immensa fatica che (almeno noi) abbiamo fatto.




Ricevuto il 18 luglio 2005

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