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Parco delle Groane - Zona Nord (Ceriano - Misinto)

di Mario Zaffaroni

L'itinerario che propongo è abbastanza breve, di difficoltà esigua per chi è già abituato ai percorsi fuori strada e nei sentieri, l'unica avvertenza è di percorrerlo in Mountain Bike, in quanto prevede numerosi tratti sconnessi, con avvallamenti i quali necessitano una certa dimestichezza con le biciclette.
  • Lunghezza: 19.6 km
  • Tempo: Da 1 h 15 min in su
  • Fondo: sterrato (60%), sentiero (30%), asfalto (10%)
Nota: fra parentesi quadre sono indicati i chilometri progressivi dalla partenza

Punto di partenza è il Bar Ristorante "Al Parco" di Ceriano Laghetto, dove si può eventualmente parcheggiare la macchina (alternativamente si può parcheggiare poco distante in prossimità del cimitero, dove ci sono più parcheggi - spalle al bar andare a sinistra, al primo incrocio ancora a sinistra e poi di nuovo a sinistra in prossimità dello slargo).
Tenendo le spalle al bar si prende la strada asfaltata verso sinistra per duecento metri [0.2] fino ad incontrare un incrocio (a sinistra si va verso il parcheggio del cimitero) dove si prende a destra in una strada asfaltata senza uscita. Appena dopo l'ultima villetta (50 m dalla svolta a destra) si entra nel bosco svoltando verso destra in una stradina. Si prosegue per 50 m [0.3] e si svolta verso sinistra costeggiando un campo di grano; la stradina si stringe fino a diventare poco più larga di un sentiero, caratterizzata da una frequente presenza di impronte provocate dal passaggio di cavalli.
Si prosegue lungo questo sentiero (che è il principale, dal quale si dipartono piccoli sentieri che sono da evitare) svoltando prima a sinistra, poi a destra ed in seguito giunti ad un bivio [0.6], ancora a destra lasciando a sinistra una pozza d'acqua.
Si giunge così in una zona sottoboschiva che va attraversata andando verso destra; ci si ricollega così al percorso principale [0.9] proveniente dal bar da dove si è partiti.
Incrociando la pista si va a sinistra per poco più di 100 m [1.05] e la si lascia, svoltando a destra per imboccare un sentiero che si addentra nella boscaglia. Il punto ove si svolta a destra è caratterizzato dalla presenza di numerosi pali gialli del metano (fino a poche settimane fa c'era un incomprensibile divieto di accesso per le bici). A questo punto si segue facilmente il sentiero nel bosco evitando deviazioni secondarie per circa 1.5 km. Il sentiero è caratterizzato da un fondo sottoboschivo sconnesso per la presenza delle radici degli alberi e presenta numerosi avvallamenti più o meno pronunciati. In corrispondenza di tali avvallamenti sono spesso presenti delle piccole passatoie di legno che consiglio di percorrere se il fondo è particolarmente umido.
Punti di riferimento possono essere un ponte di legno [1.6] ed una passatoia abbastanza stretta [2.0], ma lunga solo un paio di metri, che conviene superare con la bici in spalla (se ci sono bambini conviene che gli adulti portino le loro bici), in quanto è stretto e semi-diroccato (la passatoia può essere evitata, se il clima è abbastanza secco, passando nell'avvallamento).
Il sentiero finisce rientrando nella pista ciclabile [2.5] e si va verso destra (a sinistra si torna indietro). In questo caso se ci si gira si vede il cartello di divieto di accesso alle bici nel sentiero, ma noi stiamo uscendo…
Rientrati in pista la si percorre per 400 m [2.9] fino ad incrociare una strada asfaltata. C'è una fontana a cui ci si può dissetare, poco prima dell'incrocio. Si attraversa la strada asfaltata (attenzione alle macchine!!) e si rientra sulla pista. Si prosegue per circa 700 m [3.6] quando si lascia la pista svoltando a destra appena dopo aver percorso una discesa ed una curva a sinistra, in prossimità di una successiva curva a sinistra. Svoltando a destra si imbocca un sentiero che dopo poche decine di metri [3.7] ci fa immettere su una strada di cantiere molto sassosa e sconnessa. Si imbocca tale strada andando a sinistra e si prosegue fino ad arrivare ad una costruzione in via di realizzazione (dopo 200 m) [3.9].

  • Parte che si può evitare la prima volta che si va nel parco se non si conosce per nulla la zona
    Appena dopo questa costruzione, se non è piovuto di recente, si può imboccare il primo sentiero a sinistra per giungere a quello che ho soprannominato il "Toboga", ossia un sentiero che continua a curvare su se stesso con un paio di curve paraboliche (occhio, per esperienza personale, a non farle troppo veloci se non si hanno gomme ben scolpite!!) che riconduce praticamente al punto di ingresso al toboga. Quando ci sono dei dubbi sul sentiero nel toboga, scegliere sempre la deviazione più battuta, che ci si riconduce sempre all'uscita. Di fianco al toboga, nella parte conclusiva di esso, ci si imbatte nella seconda delle "montagne russe" due cuspidi molto belle e pendenti da fare in un senso e poi nell'altro. Se non si conosce la zona e si vogliono fare le montagne russe consiglio di finire il toboga e quindi arrivare alla costruzione, poi fare le montagne russe nei due sensi ritornando alla costruzione. Se si conosce già la zona, dopo la seconda montagna russa si può proseguire, ma la zona è sempre fangosa con pozze di notevoli dimensioni.
Il percorso riprende dalla costruzione: si prosegue riprendendo la stessa direzione dalla quale si è venuti e lo stesso verso, lasciando quindi alle spalle l'opera edile, sempre sulla strada di cantiere che diviene praticamente una mulattiera: si tende prima verso un altro palo giallo del gas [4.1] e poi svoltando verso sinistra e si giunge ad un campo coltivato [4.2] in prossimità di un secondo palo giallo del gas (questo secondo palo si vedeva in distanza dal primo!).
La mulattiera diviene sentiero che costeggia il campo, ma il percorso, appena arriva al campo, prevede di svoltare di 180° a destra entrando nel bosco in un sentiero che subito svolta a sinistra e diviene quasi una pista, benché molto sconnessa a causa di recenti lavori.
Si segue la pista nel bosco fino a che, scorgendo la fine dello stesso, si svolta a sinistra [4.5], e, sempre sulla pista, si esce dal bosco superando la sbarra di delimitazione del parco [4.7].
Si prosegue sempre nella stessa direzione, si incrociano le prime case e si giunge dopo qualche centinaio di metri, ad incrociare una strada asfaltata (occhio al traffico) [4.9] che si attraversa imboccando una strada asfaltata leggermente spostata a destra rispetto alla direzione di provenienza. La strada che si è appena imboccata è poco trafficata e la si percorre tutta fino ad incrociare un'altra strada che ci permette, svoltando a sinistra, di rientrare nel parco [5.6] dopo aver fatto una breve salitella.
Rientrati nel bosco sulla pista si prosegue facendo attenzione alle curve un po' chiuse (può sempre arrivare qualcuno nella direzione opposta) e si giunge, dopo una breve discesa, ad un incrocio [6.2]. Si svolta a destra e si percorre la pista ciclabile [7.3] fino ad incrociare la strada asfaltata in prossimità di un maneggio. La si attraversa con cautela e si riprende proseguendo prima, per un breve tratto, in un bosco di pini e poi, dopo un curva secca verso destra, costeggiandolo in un lungo rettilineo. Percorrendo questo tratto si incontrano numerosi incroci; i sentieri verso destra fanno uscire dal parco, quindi vanno evitati, quelli verso sinistra (ve ne sono 2) possono essere percorsi in quanto sono i due lati adiacenti di un quadrilatero virtuale che si congiunge all'uscita dal parco (Comune di Misinto). Il percorso che suggerisco, invece, non prevede di prendere queste deviazioni, ma di proseguire diritti oltrepassando gli incroci e, in prossimità di una leggera discesa, in corrispondenza di una panca di legno presente sul lato destro della pista, si svolta a sinistra addentrandosi in un sentiero nel bosco [8.4].
Si segue il sentiero principale fino quasi ad arrivare ad un guado [8.7] (che non ho mai avuto il coraggio di attraversare in quanto il liquido è tutt'altro che acqua!). Poco prima di esso si scorge una deviazione verso sinistra con fondo molto sconnesso a causa del passaggio di numerosi cavalli. Si percorre questa deviazione fino ad incrociare la pista [8.9] (è la seconda deviazione che si era incrociata in precedenza). A questo punto si può o girare a sinistra ed al successivo incrocio a destra, reimmettendosi nella pista precedentemente percorsa in senso inverso.

  • Parte che si può evitare la prima volta che si va nel parco se non si conosce per nulla la zona
    Se già si conosce la zona, invece s può proseguire diritto nel bosco attraversando la pista Si entra nel bosco seguendo il sentiero principale fino a che si vede; dopo di che ci si trova in uno slargo e per uscire dal bosco basta cercare un lungo tronco di traverso nel sottobosco, superato il quale si intuisce il sentiero e si esce sulla pista (è la prima delle due pista che erano state evitate in precedenza). Si va a sinistra e all'incrocio si va a destra immettendosi sulla pista precedentemente percorsa nel senso inverso.
Si ripercorre la pista fino all'incrocio con la strada asfaltata: a questo punto se si vuole fare un rientro tranquillo si segue il percorso principale, viceversa suggerisco di svoltare a destra quando si incrocia la strada asfaltata [10.1] e di percorrerla per quasi un chilometro; dopo una prima esse destra-sinistra ed una seconda sinistra-destra, che si percorre subito dopo aver superato il cartello stradale che indica il paese di Cogliate si vede, sulla sinistra, in prossimità del cartello segnaletico che ci dice che siamo nei boschi di S. Andrea, un sentiero che si addentra nel bosco [11.0]. Si entra nel bosco e si percorre il sentiero quasi sempre fangoso trascurando le deviazioni (il percorso nel fango è mediamente rettilineo). Dopo aver lasciato sulla destra uno stagno privato [11.2], si giunge ad un greto di un torrente [11.6], con una pendente, quanto corta discesa (se ci sono dei bambini al seguito può essere opportuno scendere dalle bici). Il greto è quasi sempre in secca, lo si percorre verso destra per poche decine di metri fino a che si vede a sinistra un ripido sentiero che risale sulla pista [11.7]. Ci si è ricollegati ad un tratto di pista prima tralasciato (si era nella zona del toboga!). Si prende la pista verso destra e subito si deve attraversare una strada asfaltata.
Ripresa la pista la si percorre fino a ritrovare il punto in cui si era deviato a destra per la zona del toboga [12.3]. Si prosegue e si riattraversa la strada asfaltata [13.0] (percorso già effettuato in precedenza). Si ritorna alla zona in prossimità del bosco in cui ci si era addentrati e che presenta il cartello di divieto di accesso alle bici. O si fa finta di niente e ci si addentra di nuovo nel bosco, oppure il percorso che suggerisco è quello di proseguire sulla pista scegliendo di svoltare a sinistra nei tre incroci che si incontrano[14.1; 14.6; 15.1].
Si giunge quindi ad incrociare un strada asfaltata [16.1] (di fronte c'è il bar di partenza); si svolta a sinistra sull'asfalto e subito dopo a destra su sterrato (sull'asfalto non si percorrono che pochi metri!). Poco dopo si sentono abbaiare dei cani nella villetta a sinistra e si scorge, sempre a sinistra, un sentiero leggermente in salita che si addentra nel bosco. In prossimità della deviazione c'è un generico cartello di divieto di transito[16.3]. Il sentiero nel bosco subito si apre (dopo 100 m) [16.4] e si scorge un incrocio, si gira a sinistra e, dopo poche decine di metri si svolta a destra. Si vede una specie di vasca interrata (la si lascia a sinistra) e si tende un po' a sinistra intuendo il sentiero; c'è un piccolo avvallamento con acqua spesso presente (che esca dal vascone interrato); lo si supera e ci si dirige verso i binari della ferrovia [16.6]. Si attraversano i binari (è la linea delle FNM Saronno-Seregno, attualmente inutilizzata, però conviene sempre dare un'occhiata prima di attraversare i binari) scendendo dalla bici e si riprende a pedalare svoltando subito sul sentiero di destra.
Dopo poche centinaia di metri sul sentiero principale [16.8] si deve svoltare a sinistra (a destra si riattraversa la ferrovia) e si segue il sentiero, trascurando le deviazioni secondarie, fino ad uscire sulla pista [17.0]. Volendo, quando si arriva all'incrocio del km 16.4 si può proseguire diritto, si attraversa la ferrovia e ci si ricongiunge al sentiero al km 16.8 (riducendo il percorso di circa 300 metri). Si attraversa la pista e si riprende il sentiero, sconnesso a causa del passaggio frequente di cavalli, e si segue il percorso principale tendendo a sinistra in presenza di bivi.
Si giunge così, dopo vari saliscendi e avvallamenti ad un guado [17.4] in prossimità dell'estremità del bosco. Attraversato il guado (largo non più di un metro e profondo 10-15 cm) bici in spalla si esce dal bosco proseguendo, tendendo sempre a sinistra, per la stradina che costeggia la roggia che si è attraversata (la roggia è alla sinistra). Si arriva così quasi ad incrociare la battutissima strada asfaltata Saronno-Monza [17.7]. Si rimane al di qua della strada svoltando a sinistra sulla pista in corso di realizzazione, per ora ricoperta di ghiaia, e si giunge ad un altro bivio in cui ci si riprende la pista principale [17.8]. A destra si va verso Cesate (percorso che descriverò in futuro), passando sotto la famigerata Saronno-Monza; il percorso suggerito, invece, prosegue diritto sulla pista e ritorna indietro, costeggiando i boschi che si sono attraversati.
Dopo qualche saliscendi si riattraversa la ferrovia [18.9] sempre seguendo il percorso sulla pista ciclabile. Dopo aver attraversato la ferrovia si esce definitivamente dal bosco e ci si immette sulla strada asfaltata [19.2]: si gira a destra e si prosegue fino al secondo incrocio che ci permette, svoltando a destra, di ritornare al bar ove si era partiti [19.6].
  • Questo percorso è solo una piccola base per poter conoscere la zona del Parco delle Groane: ogni appassionato di MTB esplorerà poi sentieri che non ho incluso nel percorso per diversi motivi (non hanno punti di riferimento che consentono semplici indicazioni, ci sono solo tracce e quindi è facile perdersi se non si conosce la zona, non li ho mai percorsi e quindi non posso dare alcun tipo di indicazione, ecc.). Se poi qualcuno avrà dei suggerimenti o delle indicazioni che vorrà darmi, o se crede opportuno chiedermi qualche informazione mi può contattare all'indirizzo: am96001@yahoo.it


Ricevuto il 3 Febbraio 2000
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