L'itinerario che propongo è abbastanza breve, di difficoltà esigua per chi è già abituato ai percorsi fuori strada e nei sentieri, l'unica avvertenza è di percorrerlo in Mountain Bike, in quanto prevede alcuni tratti sconnessi, con avvallamenti i quali necessitano una certa dimestichezza con le biciclette.
Tale itinerario si può agevolmente considerare una prosecuzione di quello che ho precedentemente descritto, (Zona Nord) tanto che il punto di partenza è lo stesso.
- Lunghezza: 17.7 km
- Tempo: Da 1 h 10 min in su
- Fondo: sterrato (55%), sentiero (25%), asfalto (20%)
Nota: fra parentesi quadre sono indicati i chilometri progressivi dalla partenza
Punto di partenza è il Bar Ristorante "Al Parco" di Ceriano Laghetto, dove si può eventualmente parcheggiare la macchina (alternativamente si può parcheggiare poco distante in prossimità del cimitero, dove ci sono più parcheggi - spalle al bar andare a sinistra, al primo incrocio ancora a sinistra e poi di nuovo a sinistra in prossimità dello slargo).
- Variante: È possibile partire da Groane Center, che è proprio sulla statale Saronno-Monza. In questo percorso si passa per il Groane Center, quindi può essere utilizzato egualmente come spunto per un giro, con l'avvertenza di aggiornare il chilometraggio.
Tenendo le spalle al bar si prende la strada asfaltata verso sinistra per duecento metri [0.2] fino ad incontrare un incrocio: si svolta a sinistra (ci sono le indicazioni Solaro, cimitero, …); la strada si apre e, dopo due file di cipressi che si scorgono a sinistra, ci si addentra nel bosco [0.4] imboccando la pista svoltando a sinistra. Si percorre la stessa nel senso inverso rispetto a quello descritto nell'ultima parte del precedente percorso, infatti dopo aver attraversato i binari della linea dismessa delle FNM Saronno-Seregno si prosegue, con qualche curva e brevi saliscendi, fino ad arrivare, dopo uno spiazzo [1.0] in prossimità del quale si svolta a destra, al tunnel che ci consente di attraversare la statale Saronno-Monza [1.75]. Questo è il punto che era stato raggiunto con il percorso precedente.
L'itinerario questa volta prosegue a sinistra, passando sotto il tunnel; la pista prosegue senza problemi e con ottimo fondo incontrando successivamente una esse sinistra-destra [2.3] ed un lungo rettilineo prima di raggiungere un incrocio con 4 strade asfaltate [2.8].
Facendo attenzione all'attraversamento, si scorge, quasi di fronte ed un po' sulla destra, il proseguimento della pista (leggermente in discesa). Rientrati sulla pista dopo aver attraversato la si percorre fino ad un nuovo incrocio [3.5] caratterizzato dalla presenza di una piccola rotonda nella parte centrale.
Attraversato l'incrocio con cautela si riprende la pista che costeggia, ad una adeguata distanza, la strada principale. Si prosegue così per più di un chilometro, oltrepassando tra l'altro anche una rotonda che viene percorsa sempre su sterrato (si sta sempre di fianco alla strada principale), fino a che si incrocia un distributore di carburante Tamiol [4.7]. Si svolta a destra e si percorre una strada asfaltata, chiusa per altro al traffico veicolare, eccezion fatta per i residenti, immersa nel bosco e caratterizzata dalla presenza di numerosi tavoli e panche di legno ove è possibile fermarsi per riposare o per fare uno spuntino.
Dopo poche centinaia di metri [5.0] sulla sinistra si nota una cartina descrittiva del parco (con indicati sentieri, piste, laghetti, ecc.) in corrispondenza della quale parte un "sentiero naturalistico" che si addentra nel bosco. Imboccando questo sentiero che via via diventa più stretto e fangoso, soprattutto se è piovuto nei giorni precedenti (il suolo è per lo più argilloso!) seguendo la direzione principale ci si addentra nel bosco svoltando leggermente a destra [5.1].
Poco oltre si scorgono sulla destra le basse arcate di un probabile ex acquedotto, in corrispondenza del quale ci si imbatte in un marcato avvallamento [5.2]. Subito dopo aver superato l'avvallamento, scorgendo a destra le arcate, si oltrepassa prima un bivio seguendo la direzione principale (non svoltare a destra), poi un altro incrocio [5.25] in cui si prende la destra ( a sinistra si scende!), successivamente, dopo qualche curva e controcurva e una passerella di legni fissati nel terreno molto fangoso[5.4], si giunge ad un altro bivio [5.5] dal quale si prende il sentiero sulla destra.
Il percorso, dopo qualche zona assai fangosa [fino a 5.65], diviene più divertente, in quanto, trascurando tutte le deviazioni che porterebbero fuori dalla direzione principale, ci consente di affrontare alcuni saliscendi e curvoni i quali ci portano, svoltando in salita a sinistra [5.95] ad incrociare una strada asfaltata [6.0].
Attraversata la strada asfaltata si riprende un ampio sentiero nel bosco che ci porta, dopo poche centinaia di metri [6.25] a raggiungere una staccionata di legno che si percorre tenendola sulla destra. Percorrendo il sentiero adiacente la staccionata, che risulta in rilievo rispetto al bosco circostante si può osservare una zona molto umida sulla sinistra (siamo in prossimità del Laghetto del Manué) ed una zona che ho definito "Parco Giochi per MTB" sulla destra.
- Il "Parco Giochi per MTB" non è altro che una zona caratterizzata da diversi dossi, i quali possono essere affrontati come trampolini se presi in velocità e da alcune ripide piattaforme, residui di terrazzi alluvionali dell'epoca del ritiro dei ghiacciai. Il nome che ho dato a questa zona penso si comprenda quando si affronta questi su e giù: ritengo sia puro divertimento.
Proseguendo il sentiero che costeggia la staccionata si giunge [6.5] ad una scalinata (si può evitare stando sulla destra della stessa) che ci consente di ridiscendere al piano del bosco. Si apre il bosco davanti a noi e si osservano due direzioni principali: prendiamo quella di destra che ci fa restare ai margini della boscaglia. Dopo duecento metri [6.7] si incontra una "esse" fangosa (destra-sinistra) e dopo altri duecento metri [6.9] si arriva all'estremità del bosco. Scendendo dal terrazzo si osservano due strade asfaltate pedonali, via dei Tigli sulla destra e via delle Brughiere sulla sinistra (siamo tra il Comune di Cesate ed il Comune di Garbagnate Milanese).
Il percorso che suggerisco, a questo punto, prevede di tornare sui propri passi fino alla staccionata [7.3], anche se è possibile, prima di tornare indietro, scorrazzare liberamente esplorando tutti i numerosi sentieri che si notano intorno (in particolare se non è piovuto di recente).
Giunti in prossimità dei gradini che conducono alla staccionata, suggerisco di ripercorrere ancora il percorso dell'andata, lasciando a chi vuole l'esplorazione delle fangose boscaglie circostanti. In questo modo si raggiunge di nuovo la strada asfaltata attraversata in precedenza [7.8].
- Parte che si può evitare la prima volta che si va nel parco se non si conosce per nulla la zona
Poco prima di giungere ai gradini, svoltare a desta e subito dopo a sinistra, addentrandosi nel bosco in prossimità del Laghetto del Manué. Prendendo la sinistra nelle deviazioni che si incontrano, si percorre una passerella di legno e, proseguendo oltre ci si ritrova sull'ampio sentiero all'ingresso del bosco e ci si ritrova ad attraversare la strada nel medesimo punto di prima [~7.8]. Attenzione: soprattutto se ci sono dei bambini, quando ci si addentra nel bosco non è opportuno deviare verso destra: si incontra infatti un'altra passerella, proprio sopra il laghetto che però è protetta solo da un lato; è evidente il rischio di scivolare e cadere nello stagno, in particolare se è piovuto di recente (il legno è viscido). Se per caso si sbaglia strada, e si arriva in prossimità di questa passerella, consiglio di scendere dalla bici.
Riattraversata la strada con cautela si riprende il sentiero in discesa evitando di riprendere (dopo 50 m) il primo sentiero sulla destra, che è quello percorso in precedenza; si prosegue dritto seguendo il percorso principale che ci fa svoltare a destra [7.9]. Si affrontano di nuovo dei bei saliscendi fino a giungere ad un passerella di legni fissati nel terreno [8.2] che ci permettono di evitare di impantanarci. Subito dopo si arriva ad un bivio [8.3] e si prende a sinistra incontrando subito altri legni posti a 'mo di passerella che ci consentono di non impantanarci e successivamente si incontrano due avvallamenti [8.4] in corrispondenza dei quali si scorgono a destra le arcate già intraviste in precedenza. Il sottobosco si apre notevolmente ed il percorso che suggerisco tende leggermente a destra, così che si incrocia perpendicolarmente il sentiero con cui ci siamo addentrati nel bosco [8.65]. Incrociato il sentiero da cui siamo arrivati si tende leggermente verso destra, intravedendo un altro sentiero che si addentra, leggermente in discesa, nella boscaglia. Si incontra quasi subito un bivio [8.75], si svolta a sinistra e dopo pochi metri [8.8] si è di nuovo sulla strada asfaltata pedonale che avevamo lasciato in precedenza; si svolta a sinistra e si giunge di nuovo alla cartina descrittiva del parco [8.9].
Si prosegue fino a che, giunti in prossimità dell'uscita dal bosco [9.45], si svolta a destra di quasi 180° ed, oltrepassando una sbarra [9.5] di delimitazione del parco, si rientra nella boscaglia percorrendo una comoda pista ciclabile.
Si comincia a percorrere questo lungo rettilineo in leggerissima salita e caratterizzato dalla quasi costante presenza di acqua di falda subaffiorante, fino ad arrivare, trascurando le numerose deviazioni che si presentano, ad una curva a destra [10.3] che ci porta ad uscire dal bosco [10.5] superando un'altra sbarra.
- Giunti in prossimità della curva ove si è svoltato a destra (al chilometro 10.3), è possibile, svoltando a sinistra di 90°, addentrarsi nel bosco lungo un sentiero che, dopo un brevissima e dolce salita, ci fa svoltare prima a destra, poi, in prossimità di uno slargo, ancora a destra fino ad arrivare, su una strada asfaltata.
Imboccando la strada asfaltata verso destra, dopo poche centinaia di metri, si arriva alla rotonda già percorsa in precedenza.
Oltrepassata la sbarra, dopo circa 100 m [10.6] si rientra, svoltando a sinistra, sulla pista che affianca la strada principale, già percorsa in precedenza.
Il bosco che abbiamo prima affiancato e poi attraversato, presenta numerosi sentieri che lascio esplorare a chi è interessato.
Ripresa la pista si arriva di nuovo all'incrocio con la rotonda [11.0], superato il quale si affronta la leggera discesa al termine della quale [11.45] il percorso che suggerisco prevede di svoltare a desta e percorrere un'altra pista, variando parzialmente l'itinerario dell'andata (è comunque possibile ripercorrere la strada dell'andata!).
Dopo poche centinaia di metri si arriva ad incrociare la strada asfaltata [11.75], si svolta a sinistra su asfalto e si arriva, leggermente in salita, ad un incrocio [12.0].
Di fronte si scorge il cartello indicante "Villaggio Brollo", svoltiamo a sinistra sulla pista ciclabile piastrellata adiacente la strada asfaltata. Si percorre questa pista fino all'incrocio con le 4 strade [12.3]; di fronte si vede la pista da cui siamo arrivati all'andata ed a sinistra, in discesa, il proseguimento della stessa che abbiamo affrontato in precedenza.
Svoltiamo a destra rimanendo sulla pista piastrellata per 100 m [12.4] fino a che finisce: attraversiamo la strada, svoltando a sinistra, per imboccare così un'altra strada asfaltata chiusa al traffico veicolare; c'è infatti subito una sbarra [12.45] che non permette il passaggio di veicoli.
Oltrepassata la sbarra si percorre la strada principale in direzione rettilinea, tralasciando le deviazioni, incrociando e superando un'altra sbarra [12.75]. Purtroppo questo tratto è abbastanza brutto dal punto di vista ambientale, in quanto molti la considerano adatta per lo scarico di qualsivoglia tipo di materiali non più utili…
Facendo quindi attenzione ai vetri sempre presenti, oltrepassata la seconda sbarra si curva a destra, e, scorgendo di fronte l'uscita dal percorso, si svolta a sinistra [12.85].
Se si percorre questo tratto di pista di prima mattina non è infrequente notare degli stupendi leprotti che attraversano la pista stessa e si fermano ad osservare i passanti (ciclisti e pedoni) nell'erba e nei cespugli circostanti con sguardo incuriosito [circa al chilometro 13.05-13.1].
Si prosegue oltre (la pista diventa via via un comodo sentiero) e si svolta a sinistra in prossimità di un bivio [13.45], poi ancora a sinistra [13.5] fino a giungere, dopo un centinaio di metri, alla sbarra che ci permette di arrivare al parcheggio del "Groane Center" [13.6].
A questo punto consiglio di tornare indietro, ripercorrendo la strada precedentemente percorsa fino ad arrivare prima alla strada asfaltata [14.8] e poi, svoltando a destra, all'incrocio con le quattro strade asfaltate [14.85]. Riprendendo così il percorso dell'andata si riattraversa la Saronno-Monza [15.9] prima di ritornare al Bar Ristorante "Al Parco" [17.7], percorrendo la strada dell'andata, o facendo qualche variazione, come indicato nel primo percorso che ho descritto.
- Una volta giunti al parcheggio del "Groane Center" è possibile, con molta cautela, accostarsi alla adiacente Statale Saronno-Monza ed attraversarla: si osserva una pista di ciottoli che va nella direzione di Saronno (verso sinistra). Tale pista ciottolosa costeggia la strada fino ad arrivare in prossimità della discesa che porta al tunnel del chilometro 1.75. Tale pista ciottolosa è lungo circa 700 m.
- Questo percorso è solo una piccola base per poter conoscere la zona del Parco delle Groane: ogni appassionato di MTB esplorerà poi sentieri che non ho incluso nel percorso per diversi motivi (non hanno punti di riferimento che consentono semplici indicazioni, ci sono solo tracce e quindi è facile perdersi se non si conosce la zona, non li ho mai percorsi e quindi non posso dare alcun tipo di indicazione, ecc.).
Se poi qualcuno avrà dei suggerimenti o delle indicazioni che vorrà darmi, o se crede opportuno chiedermi qualche informazione mi può contattare all'indirizzo:
am96001@yahoo.it
Buon divertimento a tutti.
Mario Zaffaroni