Appennino Tosco-Romagnolo
Ridracoli - Parco del Crinale Romagnolo -
Foresta della Lama -
Riserva Naturale di Sasso Fratino
Ridracoli - Rif. Alpicella - Casanova dell'Alpe - Siepe dell'Orso - Lama - Rif. Campominacci - Poggio Capannina - S.Paolo in Alpe - Biserna - Ridracoli

Percorso: il percorso corre tutto sulle strade bianche che collegano i principali punti di riferimento quali i Passi dei Mandrioli e della Calla, i centri abitati di Ridracoli, Badia Prataglia, Camaldoli, Bagno di Romagna, Corniolo, Campigna e i più interessanti luoghi naturalistici della zona: foresta della Lama, foreste Casentinesi, Riserva Naturale di Sasso Fratino, Parco del Crinale Romagnolo, invaso di Ridracoli, ecc.
Notevoli gli spunti panoramici e le possibili osservazioni di animali, piante, conformazioni geologiche e interessanti le testimonianze storiche di secolari vie di comunicazione, insediamenti montani e religiosi.
- Punti di riferimento per rifornimento d'acqua:
- Ridracoli - Rif. Alpicella - Casanova dell'A. [*] - Paretaio[*] - Siepe dell'Orso [*] - Lama -
Campominacci [*] - Biserno
[*]= se abitati
Difficoltà: il giro non è particolarmente difficile per la buona percorribilità delle strade bianche forestali, fatta eccezione per la estenuante salita di qualche km da Ponte Fosso della Sega fino a Poggio Capannina e la discesa veloce e sconnessa nel tratto Poggio Squilla - Poggio Podere Collina che presenta solchi longitudinali e trasversali per lo scolo naturale delle acque e l'affioramento di sassi.
Il tratto Lama - Ponte Fosso alla Sega, interessato da frane e da cadute di alberi e massi per più di qualche stagione, è ora ben percorribile.
Tempo di percorrenza: circa 6 ore, comprensive di soste per ristori, osservazioni e fotografie.
Cartografia: Carta dei sentieri e rifugi 1:25.000 Multigraphic Firenze - Tav. n° 33
Bibliografia: Bandini/Casadei/Merenda - L'Alto Bidente e le sue valli - Guide Verdi Maggioli Ed. Rimini
- Ridracoli (433 mt) è il nostro punto di partenza; piccolo abitato montano ora famoso per la diga costruita negli anni 70/80, il cui bacino idrico serve l'acqua potabile a tutta la Romagna.
Siamo sul fiume Bidente e la nostra strada bianca sale oltrepassando la vecchia chiesa del paese, in direzione del crinale.
Al culmine si incrocia un bivio: la strada a sinistra scende nella vallata del Bidente di Pietrapazza, quella a destra prosegue in crinale fino alla Foresta della Lama.
Ma prima di raggiungere il bivio bisogna salire alcuni km, concedendosi poco prima una sosta al rifugio dell'Alpicella (867 mt), anche per aspettare di rincoppattare il gruppo di bikers.
Raggiunto il bivio sul crinale (900 mt) ,allo scoperto, ci accoglie il vento, assente nel tratto in salita.
Ora il percorso si alterna per circa 6 km in saliscendi non oltrepassando i 1000 mt di altitudine nel tratto sotto la cima del Monte Moricciona, attraversando il vecchio insediamento di Casanova dell'Alpe (971 mt), da tempo ristrutturato, proseguendo poco oltre le case di Paretaio-Siepe dell'Orso, dove una sbarra (920 mt) interrompe il transito degli automezzi.
Immediatamente oltre la sbarra la strada si biforca dirigendosi, a sinistra, a Cancellino e al Passo dei Mandrioli; a destra un tappeto di foglie secche steso per circa 10 km scende fino alla Lama (712 mt), centro della foresta omonima e noi lo percorriamo, nella sua lieve inclinazione, in velocità e silenzio.
I cinghiali, che qualche decina di metri sotto di noi stanno rivoltando il terreno in cerca di cibo, ci avvertono all'ultimo momento e fuggono nascondendosi nel sottobosco.
Il bosco sta cambiando colore ed è un'esplosione di tonalità calde, rosse e gialle: l'autunno è senz'altro il periodo più suggestivo per riscoprire questi luoghi, sia a piedi che in bici.
Alla Lama si sosta per mangiare qualcosa. Il posto , presidiato da un edificio -spesso chiuso - del Corpo Forestale e da un'altra costruzione che d'estate funge da posto di ristoro , non è comunque molto accogliente, nonostante i prati verdi, l'area da pic nic e la fontanella; probabilmente la sua posizione, insaccata nella vallata del Fosso Lama, e le correnti d'aria che vi si insinuano rendono questo punto, nelle stagioni meno calde, particolarmente freddo e umido.
In compenso, essendo il posto un crocevia di numerosi sentieri e strade forestali, è frequentatissimo da amanti del trekking e della mtb.
La sosta è breve e si riparte, deviando nel tracciato a destra rispetto al tratto del nostro arrivo.
Proseguendo invece la pista forestale sale allo spartiacque Tosco-Romagnolo raggiungendo l'Eremo di Camaldoli e il confine superiore della Riserva di Sasso Fratino.
La nostra strada invece delimita la parte inferiore della Riserva stessa; il percorso resta in quota per circa un paio di km per poi salire fino a raggiungere la Costa del Poggio del Piano (840 mt).
Il tratto in discesa, nei 2 km che conducono al Ponte del Fosso Sega (804 mt) è ora ben percorribile, sempre che, nel frattempo, gli eventi meteorologici non abbiano provocato altre frane e cadute di arbusti dal bosco della Riserva, nella quale il non-intervento umano ne salvaguarda l'integrità.
Il Fosso della Sega - o del Campo alla Sega -, alimentato da altri piccoli torrenti, confluisce assieme al Fosso degli Altari e al Fosso Lama nel braccio più esteso dell'Invaso di Ridracoli.
Ora dal ponte si riparte affrontando a denti stretti la salita che per oltre 4 km non da tregua e che lascia respirare solo dopo il Poggio della Serra (1010 mt).
La salita prosegue un pò meno ripida fino sotto il Poggio Capannina (1040 mt) da dove si può godere del panorama della zona dei poderi di Ciriegiolino e Ciriegiolone, con vista della diga di Ridracoli e del ramo minore dell'Invaso.
Poche centinaia di metri ancora e raggiungiamo il bivio Corniolino/S.Paolo (1030 mt); giriamo a destra e alternandosi in lievi dislivelli giungiamo ai pascoli di S.Paolo in Alpe.
Dalla vecchia chiesa, sita sulla sommità di una delle due "gobbe" verdi, restano solamente parte del frontale, le mura perimetrali e il piccolo campanile nascosti dai grossi alberi - tant'è che da distanza appare intera -; nell'altra gobba, all'estremità opposta dell'alpeggio, rimane una lunga costruzione montana in rovina adibita tuttora a stalla estiva e di lato un vetusto salice selvatico piegato dal vento e dal peso delle nevicate. E' il luogo ideale per la sosta e per mettere qualcosa sotto i denti.
Ora si prospettano due vie per ridiscendere a Ridracoli: un sentiero segnalato, proprio di fronte al pascolo, segue ripido e stretto, ma assai divertente, il costone fino all'asfalto della strada che sale alla diga.
Se si segue invece lo stradello si attaccano i tornanti che salgono verso Poggio Squilla (1114 mt) ma sono gli ultimi strappi prima della desiderata discesa.
Nel primo tratto oltre il poggio il fondo è buono e questo invita a spingere un po' più sul pedale, in barba alla stanchezza che comincia a farsi sentire.
Ed ecco la discesa; curve strette, sassi divelti e il fondo eroso dagli scoli piovani e le bici acquistano velocità sorvolando buche e solchi in questi 3 km che culminano nella strada asfaltata.
All'incrocio si attendono i più cauti in discesa e si ricompatta il gruppo. Si svolta a destra e l'asfalto scorre rapido sotto le ruote, passando per Biserno, giungendo al fiume Bidente e macinando tranquillamente gli ultimi metri fino a Ridracoli.
Ricevuto il 3 Gennaio 2001