Appennino Tosco-Romagnolo
Parco del Crinale Romagnolo
Parcodelle Foreste Casentinesi
e Riserva Naturale di Sasso Fratino
Campigna - Passo la Calla - Poggio Scali - S. Eremo di Camaldoli - Lama - Fosso della Sega - Poggio Capannina - Ronco del Cianco - Corniolino - Campigna

Percorso: la prima parte dell'itinerario si svolge su uno dei percorsi più belli della zona e frequentati da escursionisti, bikers e sciatori di fondo (quando c'è neve). Il crinale non offre particolari difficoltà se non per l'estensione di poco più di 10 km, dal Passo la Calla all'Eremo di Camaldoli; il percorso corre per un largo tracciato e il sentiero è tale solo in alcuni tratti, a ridosso dei poggi.
Volendo accorciare l'itinerario, a seguito presentato, sarà sufficiente giungere al S.Eremo e fare ritorno per la stessa via.
Per la restante parte del giro il tracciato è strada forestale bianca che aggira completamente la Riserva Naturale di Sasso Fratino [vedi note "Difficoltà"].
E' assolutamente proibito entrare nella Riserva, anche solo a titolo escursionistico e con le migliori intenzioni; la Guardia del Corpo Forestale vigila per fare rispettare il divieto e per proteggerne l'integrità.
Punti per il rifornimento d'acqua: Campigna - Eremo di Camaldoli - Lama - Rif. Campominacci (se aperto) - Ronco del Cianco - Corniolino
Difficoltà: il percorso è piuttosto lungo; tecnico solo in alcuni tratti.
- la discesa dal Gioghetto alla Lama, lunga e veloce, nella quale occorre prestare molta attenzione al fondo sassoso e ai canaletti trasversali di scolo;
- (Estate 96 - ... la caduta di molti arbusti sul percorso, ed una frana, ostacolano il passaggio nel tratto Lama-Fosso Campo della Sega, da tempo chiuso al transito (dei soli mezzi Forestali). Detto tratto è particolarmente difficoltoso per il frequente trasporto delle bici a spalla e impegna un tempo di gran lunga superiore allo stesso tratto se pedalato. La condizione del tracciato è senzameno peggiore che nell'Ottobre '95, nel precedente giro dell'Invaso di Ridracoli, tanto da sconsigliarne la percorrenza finquando non sarà definitivamente sistemato l'intero tratto...) Il tratto precedentemente citato e stato reso percorribile già dal 97, anche se il tracciato è spesso interessato da frane, cadute massi e arbusti.
- la salita immediatamente dopo il sopracitato tratto sale alquanto ripida per alcuni km.
Tempo di percorrenza: 5/6 ore, incluse soste per osservazioni e fotografie.
Cartografia: Multigraphic - Firenze , carta dei sentieri e rifugi 1:25.000, Tav. n° 33.
Bibliografia: Bandini/Casadei/Merenda - L'alto Bidente e le sue valli - Guide Verdi Maggioli Ed.
- Lasciata l'auto a Campigna (1068 mt) ci si arrampica per alcuni km d'asfalto fino al Passo la Calla; qui si prende, a sinistra, il largo sentiero di crinale che immediatamente si impenna passando, in meno di 1 km, dai 1290 mt a 1400 mt.
- La prima parte del tracciato deve essere affrontata con agilità notevole poichè radici, grossi sassi e scalini del terreno frenano la già precaria andatura.
- Giunti al Pian dei Tombesi (1465 mt) il tracciato diventa meglio pedalabile ed è un susseguirsi di saliscendi con qualche strappo insidioso. Nella splendida cornice della faggeta e dei panorami, che si aprono di volta in volta fra le fronde ora sul versante Romagnolo ora su quello Toscano, si arriva nel punto più alto di tutto il percorso, ai 1500 mt in zona Poggio Scali, la cui cima glabra resta 20 mt sopra il sentiero di crinale.
- Da questo punto il percorso è in leggera discesa e a tratti attraversa spazi erbosi che si alternano a due lievi e corte ripidità: una poco oltre il Passo Porcareccio (1456 mt) e l'altra al Giogo Seccheta (1383 mt).
- Oltrepassati Prato al Soglio e Prato Bertone, intorno ai 1350 mt, inizia una corta ma insidiosa discesa con numerosi sassi affioranti (è sede di scolo delle acque) che porta al Gioghetto (1235 mt).
- Si Segue il sentiero di crinale fino a raggiungere Prato la Penna (1252 mt) in meno di 1 km; da qui un sentiero sulla destra scende veloce tra gli abeti della foresta Camaldolese fino al Sacro Eremo di Camaldoli (1111 mt).
- Si può, da Prato la Penna, raggiungere l'Eremo anche seguendo, a destra, la strada asfaltata qui incrociata (a sinistra si giunge dopo circa 10 km a Badia Prataglia). Dal Gioghetto, immediatamente sulla destra, un altro sentiero ripido e quasi impraticabile in mtb, per la presenza di acqua e fango, raggiunge l'Eremo in meno di 1 km.
- Dopo una sosta ristoratrice dall'Eremo si ritorna al Gioghetto e si svolta in direzione Lama; inizia così una discesa di 6 km su un largo tracciato, dove però occorre fare attenzione ai fossetti trasversali di scolo delle acque e alle solite pietre affioranti. Dalla Lama (712 mt) (..si segue parte dell'itinerario descritto nel giro attorno all'invaso di Ridracoli, cioè..) si svolta a sinistra seguendo il tratto di strada forestale che delimita il confine inferiore della Riserva Naturale di Sasso Fratino, scendendo al fosso della Sega (803 mt) e risalendo al Poggio Capannina (1121 mt).
- Poco oltre il poggio si incontra un bivio (1030 mt), si segue la via di sinistra oltrepassata la catena che limita l'accesso agli automezzi si scende raggiungendo zona Ronco del Cianco (850 mt) .
- La strada bianca prosegue per circa 7 km scendendo la valle del Bidente di Campigna fino all'asfalto della strada statale S.Sofia/Campigna/P.sso la Calla, poco sotto l'abitato di Corniolino (609 mt).
- Non resta che risalire gli ultimi 8 km di strada asfaltata per raggiungere Campigna.
Ricevuto il 3 Gennaio 2001